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Pattinaggio, Danza Libera: gli italiani Federica Faiella
e Massimo Scali durante l'allenamento

La "leggenda" dello sci alpino italiano Zeno
Colò

L'olandese Gerard van Velde, abbraccia la sua girlfriend
Paullen van Ellen dopo la vittoria nei 1,000 mt speedskating

Allison Baver (Usa), short track speed skating

Il portiere bielorussoAndrei Mezin, dopo l'ottavo goal
da parte dei finlandesi

Satoru Terao (Giappone), Fabio Carta (Italia) e Feng Kai
(Cina) gareggiano nei quarti di finale dei 1000 mt short track
speed skating

La mano di Caroline Hallisey (Usa), short track speed skating
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Le atlete tedesche Sandra Prokoff e Ulrike Holzner (che
però non è inquadrata nella foto) durante l'allenamento
del bob a 2

Karin Olsson e Lina Engren (Svezia) durante l'allenamento
del bob a 2
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Clima teso a Salt Lake
City per i comportamenti dei giudici
Ancora digiuno per la squadra azzurra, niente medaglie e qualche
polemica. A tener banco il pattinaggio su ghiaccio.
Anche la danza contesta le votazioni delle giurie e il team
italiano accusa di comportamenti scorretti i giudici. In particolare
gli allenatori Paola Mezzadri e Robero Pellizzola hanno notato
che un giudice russo durante gli allenamenti dava consigli
ai suoi connazionnali in gara.
L'inchiesta sulla giuria
del pattinaggio di figura
Prosegue l'inchiesta nata dopo la sospensione della
giudice francese La Gougne, rea confessa di aver favorito
i russi a danno dei canadesi sotto la pressione della federazione
transalpina.
Il presidente Ottavio Cinquanta, pur avendo accettato il
compromesso di risarcire i canadesi con l'assegnazione di
un oro ex-aequo, non si ferma e vuole andare a fondo a quanto
è successo nella giuria del pattinaggio di figura.

50 anni fa la prima vittoria
azzurra nello sci aplino, firmata Zeno Colò
Sabato sera a Casa Italia si è celebrato il cinquantesimo
anniversario della prima vittoria azzurra nello sci alpino
ottenuto da Zeno Colò nella discesa libera.
Colò, la leggenda, nacque nel 1920 e a quattordici
anni mise per laprima volta gli sci ai piedi. Dopo solo un
anno entrò in nazionale, poi la guerra e la prigionia
lo distolsero da questo sport. Ma alla fine degli anni quaranta,
anche se non più giovanissimo, si impose con le sue
assi ai piedi, scendendo alla velocità di 160 km l'ora!
Nel 1948 partecipò ai giochi olimpici di Sankt Moritz,
ma non terminò la gara. Nel 1952 ad Oslo il 16 febbraio
si laureòcampione olimpico dopo aver già vinto
i mondiali. Fu l'inventore della posizione ad uovo ancora
oggi adottata dagli sciatori per essere più aerodinamici.
Fu anche il primo uomo immagine per alcune aziende tecniche
e per questo fu accusato di professionismo e squalificato.
Morì, dopo aver insegnato i suoi segreti a tante generazioni
di campioni, nel 1993.
Alla cerimonia organizzata dal Coni e nata da un'idea di
Massimo Fabbricini, direttore della comunicazione dell'ente,
hanno partecipato il Presidente della Federazione Italiana
degli sport invernali Getano Coppi, concittadino, amico ed
allievo di Zeno Colò, gli atleti della squadra azzurra
di sci alpino ed altre personalità.
Durante la serata è stato proiettato un filmato realizzato
da Rai Sport ed è stata letta da Carlo Gobbo la lettera
di Zeno Colò a Eugenio Monti nel 1952, dopo la vittoria
ottenuta nella discesa ad Oslo, dove lamentava la mancanza
di un avversario amico come Monti, che, prima di diventare
il rosso volante, era stato un'ottimo sciatore ritiratosi
per un incidente alle gambe.
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