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L'oro di Stefania Belmondo

Il podio della 15 km tecnica libera
di sci di fondo

Pattinaggio di figura

Round preliminare di Hockey tra Francia
e Svizzera

Hockey: Francia e Svizzera

Le finaliste della discesa libera

Michela Cobisi e Ruben De Prà

Jochem Uytdehaage, olandese, medaglia
d'oro nei 5000 metri pattinaggio velocità

Kofi Annan, sua moglie Nana e Ottavio
Cinquanta
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la regina delle nevi è
italiana
E' lei la nuova regina delle nevi: lei, lo scricciolo piemontese
che non conosce la fatica. Stefania Belmondo ha vinto l'oro
nella 15 km, dieci anni dopo Albertville, il suo primo successo
ai giochi olimpici: "Voglio assaporarmi fino in fondo questa
medaglia che forse è la più preziosa che ho
vinto. Non voglio pensare ad altro, oggi mi voglio godere
questo momento magico, il coronamento di un sogno durato otto
anni."
E' emozionata Stefania, ma come sempre umile, quasi imbarazzata
da tanto interesse. E' felice perché ha sconfitto anche
la sfortuna. Infatti a metà gara le si è rotto
il bastoncino e gliel'hanno sostituito due volte. Il primo
a correre in suo soccorso è stato Marco Arbarello,
altro grandissimo dello sci di fondo, ma era troppo alto;
poi è intervenuto Massimo Laurent con quello più
adatto, ma intanto le russe l'avevano superata.
Sette i secondi persi per i cambi, ma forse questo incidente
ha fatto tirare fuori a Stefania la sua grinta proverbiale.
Lei, 45 kg scarsi di nervi e volontà, ha saputo reagire.
Ha stretto i denti, ha sconfitto non solo le avversarie ma
anche la fatica della rimonta.
Ha vinto davanti alle rivali di sempre: la russa Lazutina
e la ceca Neumannova. Ma a sentire Alessandro Vanoi, il commissario
tecnico degli azzurri, questo è solo l'inizio qui a
Salt Lake City. "Stefania non si accontenterà di una
medaglia e poi c'è la staffetta 4x5 km; dopo le russe
irragiungibili ci siamo noi e sono sicuro, o quasi, che lasceremo
dietro il resto del mondo, Norvegia compresa". E poi, aggiunge,
"se i maschi si allenassero la metà di Stefania, saremmi
imbattibili. Ma anche con gli uomini diremo la nostra, soprattutto
nella staffetta 4x10 km.
Stefania ha un atro sogno, quello di fare la telecronista
di automobilsmo: e massima aspirazione commentare Schumaher.
La passione dei motori le è stata trasmessa dal marito
Davide che ha un'officina meccanica.
"Non so ancora bene l'inglese, ma quando torno mi metto a
studiarlo, così poi posso intervistare tutti i piloti."
Ha trentatré anni tutti passati sugli sci. La sua dote
principale è la forza di volontà, la sua arma
vincente il non conoscere la fatica. Ha passato anni bui,
ma come i veri atleti è caduta ed è risorta.
Oggi è la nostra leader: è un esempio del fatto
che non servono muscoli di Carnera per diventare campioni.
E questa vittoria ha finalmente sancito un inedito Di Centa-Belmondo.
Oggi, dopo le rivalità, sono una accanto all'altra
con ruoli diversi. Manuela dirigente in corsa per conservare
il posto come atleta in seno al Cio e Belmondo punta di diamante
della squadra azzurra. Alle spalle le rivalità, le
scaramucce, oggi abbiamo due grandi campionesse, esempio straordinario
per le nuove leve. Stefania dopo la cerimonia dei fiori, avvenuta
sul campo di gara Soldier Hollow, scenderà a Salt Lake
City per la premiazione e poi festeggerà a Casa Italia
dove sarà giustamente festeggiata al Ristorante Piemonte.
La medaglia le sarà consegnata proprio da Manuela,
sorteggiata tra i vari membri. Un segno del destino e un vero
e proprio passaggio di testimone tra le due.
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