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L'arrivo di Stefania Belmondo

Fuochi d'artificio alla cerimonia
d'apertura

The Olimpyc Flame

Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush Jr.

I numeri degli skaters alla cerimonia
d'apertura

Fuochi d'artificio

Le medaglie d'oro del pattinaggio-figura
USA, Scott Hamilton e Peggy Flemming

L'inizio della cerimonia d'apertura
La bandiera dei Giochi Olimpici

La Federazione Russa
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il primo oro va all'italia
Il primo oro delle Olimpiadi di Salt Lake City va all'Italia,
con la magnifica vittoria di Stefania Belmondo nella 15 chilometri
tecnica libera di sci di fondo. Belmondo, alla sua quinta
Olimpiade, ha preceduto la russa Larissa Lazutina con una
volata finale spettacolosa, bissando l'oro (30 km.) conquistato
ad Albertville nel 1992. Il bronzo è andato alla ceca Katerina
Neumannova.
la cerimonia
di apertura
Nelle strade c'era quasi il copri fuoco ieri sera.
Strade deserte o quasi. Nemmeno davanti allo stadio alle sei,
mezz'ora prima della cerimonia, c'era la solita massa di curiosi
o folclore internazionale, come da tradizione nelle città
olimpiche. Tutto ordinato, niente traffico niente musica né
frastuoni. Tutti in religioso silenzio aspettando lo spettacolo
dentro lo stadio al freddo per i venticinquemila fortunati
in possesso di biglietto o di pass, davanti al televisore
di casa per i comuni mortali. Solo poche centinaia, per lo
più stranieri, riuniti davanti ai maxi schermi collocati
a Washington Square.
Atmosfera tutt'altro che festosa, religiosamente silenziosa,
in rispetto forse del lutto che ancora intristisce gli States.
E sono proprio la bandiera trovata due giorni dopo il crollo
delle Torri Gemelle e un pompiere di New York ad aprire la
cerimonia di apertura.
Commozione ovunque anche in nella casa di Scott Shimitt, responsabile
del data base della biblioteca nazionale della chiesa mormone.
Piange Kim, la moglie, quando vede quella bandiera rotta stracciata
portata da otto atleti direttamente o inderattamente legati
alle vittime dell' undici settembre.
Ma poi entrano le squadre, gli atleti, i possibili medagliati
e finalmente i cronisti delle televisioni di tutto il mondo
smettono di parlare della sicurezza e ci raccontano il passato
e le speranze dei vari partecipanti. Per L'Italia l'alfiere
è Isolde Kostner, più emozionata che
mai, e poi dirigenti atleti e grandi "ex" come Manuela
Di Centa che, a dispetto delle sue cinque olimpiadi da
protagonista, debutta nelle sfilata della cerimonia di apertura.
Grandi applausi, lacrime, bandiere, per lo squadrone di casa
e poi il programma culturale che ripercorre la storia di questo
profondo West, dagli indiani ai pionieri ai giorni nostri,
dove la comunità mormone rappresenta il 70% della popolazione.
Discorsi di rito: il presidente del comitato organizzatore
quello venuto dopo gli scandali di corruzione, Mitt Romney,
esalta i valori della sua gente e della famiglia, invita gli
atleti a dare l'esempio ai bambini, ringrazia i parenti i
fratelli le sorelle degli atleti, gli allenatori per il loro
lavoro. "Il fuoco olimpico vi illumina e illumina il vostro
cammino, non solo le vostre gesta atletiche" conclude Romney.
repubblicano convinto, cordiale, accativante, bello come un
attore da soap-opera.
Jaques Rogge come sempre va dritto al suo obiettivo,
lotta senza frontiera al doping; esorta quindi tutti a vincere,
a combattere contro se stessi ma con lealtà, senza
scorciatoie, senza trucchi, senza aiuti di sostanze proibite.
"Nel rispetto delle regole ognuno di voi sogna l'oro, ma ricordate
che essere campioni vuol dire non solo tagliare per primo
il traguardo: un campione sconfigge il doping e supera i propri
limiti lealmente." E poi si è rivolto agli Stati Uniti,
affermando che il mondo dello sport è unito accanto
all'America nella ricostruzione dello spirito e nella lotta
al terrorismo.
E poi il presidente degli Stati Uniti George Bush Junior,
rompendo il rigido cerimoniale del Cio, dichiara aperti i
Giochi accanto agli atleti del suo paese e affida a loro il
compito di onorare la bandiera a stelle e strisce. La bandiera
olimpica invece entra nello stadio portata da rappresentanti
di tutto il mondo, leader di sport, spettacolo, politica,
cultura, ambiente.
Il figlio di Cousteau per lo sci Jean Claude Killy,
oggi membro Cio per l'Oceania, Cathy Freeman l'aborigena
medaglia d'oro nei 4400 a Sydney 2000 e ultima tedoforo in
quella edizione dei giochi. Poi il regista Steven Spielberg,
l'astronauta John H. Glenn, Lech Walesa per
la politica, il pastore sudafricano Desmond Tuttu e
infine il giapponese Funiaky.
Ad accendere il tripode invece per la prima volta non un
atleta ma una squadra. Il team Usa che sconfisse l'Unione
Sovietica nella finalissima di hockey ai giochi del 1984 a
Sarajevo. E poi in chiusura l'inno olimpico cantato dal coro
del tabernacolo mormone. Una cerimonia carica di significati
che porta lo sport oltre lo spettacolo agonistico che carica
l'evento e i suoi protagonisti di grande responsabilità.

i mormoni di salt lake
Nella capitale dei mormoni l'ufficio stampa è
affidato ad un'italiana convertita a questa chiesa sei anni
fa. Silvia Benuzzi è arrivata a Salt Lake da una settimana
e, nonostante migliaia di giornalisti ogni giorno visitino
il centro dei mormoni, non sente la stanchezza delle venti
e più ore di lavoro giornaliere.
Alta, bruna, sulla trentina, Silvia è nata a Roma
dove vive e lavora come producer televisiva free lance. Il
sorriso la illumina e la sua calma e la serenità sono
disarmanti, tutto merito, dice, di Gesù Cristo. "I
mormoni sono i veri discepoli di Cristo, hanno ancora il profeta
e i dodici apostoli e non sono poligami come ancora si crede
nel mondo. La poligamia è vietata, pena l'espulsione
dalla chiesa. Il rapporto dei credenti non mediato, come per
i cattolici è diretto. Cristo illumina la nostra vita
e la vita eterna, per questo noi non abbiamo paura della morte,
è solo un passaggio verso il paradiso. Noi crediamo
nell'aldilà e siamo certi che lì troveremo i
nostri avi e la nostra famiglia, tutti coloro che abbiamo
perso".
I mormoni hanno l'archivio genealogico più importante
del mondo: su microfilm sono conservati tre milioni di dati
e nella libreria nazionale chiunque può gratuitamente
far fare la ricerca sulle proprie origini, fornendo nome e
cognome proprio dei genitori e se possibile dei nonni. Ma
Silvia non è la sola italiana mormone in trasferta
a Salt lake. Molti missionari, ovvero i giovani compresi tra
i diciotto e i ventitre anni che a loro spese vanno in giro
per il mondo per fare proseliti, sono arrivati nel profondo
West dal nostro Paese. Sister Fabiana viene da Bari, mentre
sister Valentina da Torino. In Italia la comunità mormone
vanta ventimila unità sparse un po' dovunque, dal Trentino
alla Sicilia e afferma Silvia ,sono in aumento.
I mormoni moderni, abbandonata la poligamia centocinquanta
anni fa, osservano gli insegnamenti di Cristo e hanno regole
alimentari abbastanza rigide: niente alcolici, caffé
e the, poca carne, digiuno purificatore una volta al mese,
niente fumo, vita regolare, molto sport. Quesrto modo di vivere
sano fa sì che i mormoni siano longevi e non siano
colpiti da cancro o da infarti. Il loro coro è famoso
in tutto il mondo e la loro musica trasmette quella calma
sconosciuta nel frenetico mondo Yankee.

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