BRIDAS - UNOCAL : UNO SCONTRO DENTRO IL "NUOVO GRANDE GIOCO"
di Emanuela Bonchino
Carlos Bulgheroni e’ il presidente di una piccola compagnia petrolifera argentina che si chiama Bridas. E’ un uomo affascinante, erudito, un industriale filosofo, capace di andare per le strade polverose di Kandahar per trattare con i mullah, indossando un impeccabile blazer blu dai bottoni dorati, una cravatta di seta gialla e morbidi mocassini italiani come se si trovasse in una normale riunione d‘affari a New York o Buenos Aires . Bulgheroni e’ figlio di immigrati italiani e suo padre, Alejandro Angel, aveva creato Bridas nel 1948, Carlos è soprattutto un uomo posseduto da un'idea. Tra il 1995 e il 1996 abbandona la sua impresa in Sudamerica e per nove mesi vola con il suo jet da un signore della guerra all'altro in Afghanistan e a Islamabad, Ashkabad, Mosca e Washington, per convincerli che il suo progetto di una pipeline per portare ai mercati asiatici il gas e il petrolio del Turkmenistan è una possibilità realistica e anche un buon affare.
Dal 1994 la compagnia petrolifera argentina negoziava in segreto con i talebani e con i loro nemici dell'Alleanza del nord per costruire un gasdotto attraverso l'Afganistan. Bulgheroni è stato il primo contatto dei talebani con il mondo delle politiche petrolifere e li fa entrare nel "nuovo Grande Gioco", che si apre sullo scenario dell’Asia centrale.
Da diversi anni Bridas fa affari in questa regione: nel 1991 è la prima compagnia occidentale che rischia, offrendo dei contratti al Turkmenistan. Ma sulla strada dell’Afghanistan incontra un gigante dell’industria petrolifera: la Unocal, una delle maggiori company statunitensi, anche lei interessata al grande affare degli idrocarburi dell’Asia centrale.
Le strategie di Bridas e Unocal per penetrare in Afghanistan erano pero’ molto diverse.
"Bridas è una piccola società a conduzione familiare - racconta Ahmed Rashid nel suo libro ‘Talebani, Islam, petrolio e il grande gioco in Asia centrale’ - i cui dirigenti, allevati secondo la tradizione europea, sono interessati alla politica, alla cultura, alla storia e alle relazioni personali dei luoghi e delle persone con cui vanno a trattare. Vanno a esplorare i legami etnici, tribali e familiari dei leader che si preparano a incontrare. Unocal, invece, è una grande multinazionale che assume i dirigenti perché gestiscano un business petrolifero globale". Uomini, spesso legati a filo doppio al governo di Washington, interessati al loro lavoro più che all'ambiente politico in cui si trovano".
"Se i dirigenti di Bridas - racconta sempre Rashid - passano ore a sorseggiare tè nel deserto con gli uomini delle tribù
afghane, mentre esplorano le possibili rotte, quelli di Unocal vanno avanti e indietro in elicottero e danno per scontato quello che gli viene detto dai signori della guerra afghani notoriamente capricciosi. Gli afghani hanno imparato da tempo l'arte di dire all'interlocutore quello che vuole sentirsi dire per poi affermare esattamente il contrario all'ospite successivo".
Inoltre le informazioni in base alle quali si muove Unocal sono quelle che gli passano i servizi segreti pakistani ( Isi) e l'ambasciata statunitense a Islamabad, ovvero la CIA.
C'è un'altra differenza che svantaggia Unocal e avvantaggia Bridas. La compagnia americana è costretta a osservare una politica che non si discosta dalla linea di Washington, fa pressione sui Talebani su quello che dovrebbero fare, su come dovrebbero comportarsi. Bridas invece non pone simili costrizioni. Ai dirigenti argentini non importa poi se il governo dei Talebani non è riconosciuto da nessuno stato.
In realtà è stata proprio Bridas a portare Unocal in Afganistan. "Nel 1996 Bulgheroni riferisce al premier pakistano Bhutto e a Nyazov che "gli accordi con i signori della guerra sono stati raggiunti e firmati e questo ci assicura il diritto di procedere". Nello stesso mese Bulgheroni firma un accordo di trent'anni con il governo afghano, poi si reca dal presidente Burhanuddin Rabbani per trattare la costruzione e la messa in esercizio di una gasdotto di Bridas tramite un consorzio internazionale. Bridas avvia le trattative con altre compagnie petrolifere inclusa Unocal, la dodicesima compagnia petrolifera degli Stati Uniti che ha maturato una considerevole esperienza in Asia e ha interessi in Pakistan sin dal 1976. Funzionari turkmeni si incontrano per la prima volta con Unocal a Houston, nell'aprile 1995, su invito di Bridas".
E' a questo punto che il presidente turkmeno Nyazov stravolge il gioco con un voltafaccia che lascia senza parole i dirigenti della compagnia argentina.
Ma andiamo con ordine. Nel settembre 1994 Nyazov è convinto dai suoi consiglieri che Bridas stia sfruttando il Turkmenistan e blocca le esportazioni di petrolio da Keimir, chiedendo di rinegoziare i suoi contratti con la società. Bulgheroni acconsente, accettando di ridurre i suoi profitti dal 75 al 65 per cento. Entro il gennaio 1995 la questione dunque sembra risolta. Nello stesso anno Bridas trova l'oro: un altro vasto terreno metanifero a Yashlar ( dove già operava con un contratto del 50 e 50 per cento con Nyazov), con riserve di gas stimate più del doppio di quelle totali del Pakistan. Il presidente turkmeno lungi dal celebrare l'evento torna all'attacco, chiedendo ancora una volta di rinegoziare i contratti di Yashlar e Keimir . Bridas non ci sta, ricorda a Nyazov che deve rispettare i contratti, ma il presidente si mostra poco interessato alle leggi internazionali. "Ma ci sono altre ragioni che lo spingono a imporre un giro di vite - afferma Rashid - Unocal, infatti, propone la costruzione di un proprio gasdotto, utilizzando i giacimenti esistenti a Daulatabad in Turkmenistan. I profitti di questa impresa sarebbero finiti tutti in Turkmenistan. Nyazov capisce che Unocal potrebbe diventare lo strumento per impegnare in Turkmenistan, insieme all'importante compagnia statunitense, anche l'amministrazione Clinton". E Nyazov ha bisogno degli americani, mentre gli americani hanno bisogno di sostenerlo per evitare che si ritrovi nell’orbita dell’Iran.
Per questo Nyazov si reca all'Onu e, a New York, convoca Bridas e Unocal. Qui il 25 ottobre 1995, di fronte agli sbalorditi dirigenti di Bridas, Nyazov sigla un accordo con Unocal e con il so partner saudita, la Delta Oil Company, per la costruzione di un gasdotto attraverso l'Afghanistan. Unocal, propone un gasdotto da Daulatabad fino al Pakistan centrale. Crea il consorzio CentGas (1997), con una partecipazione al 70%, dando il 15% a Delta, il dieci a Gazprom ( Russia) e il cinque a Turkmenrosgaz (Turchia). Unocal firma anche un secondo accordo, il Central Asian Pipeline Project ( Caopp) che prevede un oleodotto di 1690 km da Chardzhou in Turkmenistan fino alla costa pakistana, un oleodotto a cui avrebbero poi potuto collegarsi gli antichi oleodotti risalenti all'era sovietica.
Bulgheroni si infuria e nel febbraio 1996 cita in giudizio Unocal e Delta davanti alla corte di Fort Bend in Texas, chiedendo 15 miliardi di dollari di danni, accusando di " subdola interferenza nella prospettiva di relazioni di affari", di cospirazione civile contro Bridas e in sostanza di averle rubato l'idea. L'azione legale, com’era prevedibile, verrà respinta il 5 ottobre 1998, con la motivazione che la disputa è governata dalle leggi del Turkmenistan e dell'Afghanistan e non da quelle del Texas.
Bridas però non si arrende. Continua a trattare coi Talebani, anzi ne invita una delegazione in Argentina per un tour nei suoi uffici. La stessa cosa fa Unocal a Washington.
Inizia un grande corteggiamento dei Talebani da parte delle due compagnie petrolifere. Ma, mentre Unocal è disposta a iniziare i lavori solo quando si raggiungerà la stabilizzazione in Afghanistan, Bulgheroni si incontra coi leader Talebani a Kabul e dice che Bridas è interessata a iniziare il lavoro in qualsiasi condizione di sicurezza. Promette inoltre di aiutare gli afgani a costruire strade e a rimettere in sesto l'industria. Ai Talebani piacciono le proposte degli argentini, e soprattutto apprezzano il fatto che fanno poche domande ed evitano di imporre codici morali tesi ad ammorbidire il loro fondamentalismo. Il 28 agosto del 1997 i Talebani annunciano che la Bridas ha offerto per la pipeline condizioni migliori della Unocal e firmeranno presto un contratto con loro. Ma la Unocal resta in gara. Il 5 settembre Bridas vende il 60% delle sue operazioni in America Latina al gigante petrolifero americano Amoco, confidando nella possibilità che ciò possa influenzare Nyazov a scongelare le proprietà di Bridas bloccate in Turkmenistan.
Nel 1998 tutto cambia per la Unocal. Le femministe americane, che hanno un peso elettorale enorme per i democratici, spingono perché il governo di Clinton prenda una posizione netta contro i Talebani, che calpestano i diritti umani delle donne in Afghanistan. Così il 3 marzo Marty Miller della Unocal ad Ashkhabad è costretto a dichiarare sospeso a tempo indeterminato il progetto della Unocal, perché non finanziabile finché dura la guerra in Afghanistan. E quando anche gli azionisti contestano i piani della compagnia petrolifera americana nella regione a causa delle violazioni dei diritti civili attuate dai Talebani, la Unocal ritira il proprio personale sa Islamabad e Kandahar. Nel frattempo gli Stati Uniti hanno incriminato ufficialmente Osama bin Laden di terrorismo, dopo gli attentati alle ambasciate Usa in Kenya e Tanzania. Clinton fa lanciare 75 missili Cruise contro Jalalabad e i campi di addestramento di al Qaeda. I rapporti fra Unocal e Talebani entrano in crisi. La Unocal si ritira dal consorzio CentGas, adducendo a motivo i bassi prezzi del petrolio. Chiude le sue sedi in Uzbekistan, Turkmenistan e Kazakistan.
Una fase del "nuovo Grande Gioco" si è ormai conclusa.
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