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Al Waleed bin Talal, l'arabo più ricco del mondo
Un incrocio pericoloso: al Waleed e Berlusconi
Un incrocio delicato che si intreccia con gli interessi personali del principe saudita Al Waleed bin Talan (un patrimonio di 20 miliardi di dollari) interessi che, secondo le indagini di Cia ed Fbi, avrebbero a loro volta oscuri punti di contatto con la trama finanziaria che dà ossigeno alle attività della rete terroristica Al Quaeda, guidata dallo sceicco Osama bin Laden. Un nome quello del Principe che in Italia sembra destinato ad aprire un nuovo capitolo della telenovela sul conflitto di interessi del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. 

La cronaca del Messaggero
Venerdì 9 novembre il quotidiano Il Messaggero da notizia, con un articolo di Stefano Trincia, delle indagini condotte dalle due principali agenzie di intelligence americane sulla rete finanziaria che sostiene il terrorismo. Tra i nomi di finanzieri indicate da Cia ed Fbi vi è quello del principe Al Waleed, le cui posizioni - spiega il quotidiano romano - avrebbero "condizionato la posizione della casa saudita, mettendo a repentaglio i rapporti con la Casa Bianca". Il Messaggero riporta anche le posizioni espresse al riguardo da alcuni autorevoli quotidiani statunitensi sull'atteggiamento equivoco dei sauditi che hanno portato ad una risentita telefonata da parte del principe ereditario saudita al Presidente Bush. Una telefonata al termine della quale l'inquilino della Casa Bianca avrebbe preteso seccamente che il governo di Riyad imponesse al principe Al Waleed di troncare tutti i rapporti "diretti e indiretti" con la rete finanziaria di Osama bin Laden. 

Il Principe "non gradito" a New York e Washington
Le indiscrezioni pubblicate dal Messaggero rendono più chiari alcuni episodi, come la restituzione al principe da parte del sindaco di New York, Rudolph Giuliani, dell'assegno di 10 milioni di dollari emesso da Al Waleed a favore della famiglie delle vittime delle Torri Gemelle e il secco rifiuto di Bush di ricevere il principe miliardario alla Casa Bianca.

Scoppia il "caso politico"
Passano poche ore dall'uscita in edicola del Messaggero che in Italia scoppia l'ennesimo caso politico. A Montecitorio un gruppo di deputati dei Ds deposita un'interrogazione urgente al Presidente del Consiglio per chiedere chiarimenti "sui suoi rapporti con il principe Al Waleed". 

Il principe al Waleed sul suo jet personaleBerlusconi e Al Waleed soci dal '95
Una domanda retorica, quella dei deputati diessini, perché è di pubblico dominio che il principe nel luglio del 1995 acquistò per circa 100 milioni di dollari (attualmente il valore della sua quota è di circa 245 milioni di dollari) un pacchetto del 2,7 % di Mediaset, diventando così socio di Silvio Berlusconi in un momento assai delicato per la vita del gruppo, impegnato ad uscire da un colossale ndebitamento e a quotarsi in borsa. 

Una posizione imbarazzante
Insomma l'attacco politico è duro e arriva alla vigilia della manifestazione antiterrorismo convocata in piazza del Popolo proprio dal Governo guidato da Berlusconi, che si trova così nell'imbarazzante posizione di esser un Presidente che manda al fronte i proprie soldati a combattere i terroristi ed essere contemporaneamente socio in affari di un principe miliardario che Cia ed Fbi indicano in rapporti con la rete finanziaria dei terroristi di Al Quaeda. 

Mediaset risponde
Socio in buona fede, spiegano a Mediaset. L'ingresso di Al Waleed in Mediaset è avvenuto infatti in tempi non sospetti (1995). Si ricordano i numerosissimi investimenti del principe saudita (il sesto uomo più ricco del pianeta), molti dei quali - spiegano a Mediaset - sono in America. Nessuno scandalo dunque. 

Conflitto di interessi
I rapporti tra Silvio Berlusconi sono effettivamente consolidati da tempo e assolutamente pubblici, anche se con la particolare posizione istituzionale assunta dal fondatore della Fininvest, hanno portato ad un delicatissimo incrocio che, alla luce delle ultime notizie che arrivano da Cia ed Fbi, rischia di diventare un vero e proprio corto circuito. 

L'incontro a Palazzo Chigi per parlare degli affari del Principe
L'ultimo incontro tra Berlusconi e Al Waleed, risale al 31 agosto, ironia della sorte appena dieci giorni prima dell'attacco a New York. Il Principe arabo arriva in Italia per una vacanza in Sardegna, ma anche per parlare d'affari. Naturalmente nella sua agenda il primo nome è quello del suo socio italiano. Viene ricevuto a Palazzo Chigi da un picchetto d'onore dei Lancieri di Montebello (un loro reparto - anche qui sorte infingarda - dovrebbe essere in partenza per l'Afghanistan) e quindi si intrattiene a colloquio con il presidente Berlusconi. Il contenuto del colloquio lo riportano le agenzie di stampa, ma anche le dichiarazioni di Tarak Ben Ammar, consigliere di amministrazione di Mediaset per conto del Principe saudita. 

Il Principe affascinato dal piano di Berlusconi
''Berlusconi ci ha spiegato il suo programma di privatizzazioni - riferisce Tarak Ben Ammar al quotidiano Il Mattino - Ha detto che non c'è un calendario preciso, ma che gradirebbe che, quando ce ne sarà occasione, Al Waleed possa fare la sua parte. E noi ci siamo detti molto interessati''. 'Pero' - precisa Ben Ammar - non si è entrati nello specifico. Certo, si e' citata l'Enel, come l'Eni, perché sono due gruppi notissimi. Ma il nostro interesse ad investire e' molto più ampio''. ''Al Waleed - afferma Ben Ammar - è rimasto affascinato dal piano per le grandi opere che gli ha illustrato Berlusconi. I grandi finanziatori, com'è il principe saudita, sanno che la realizzazione di porti, strade e ferrovie e' un'eccellente occasione d'intervento, purché il paese abbia interessanti possibilità di crescita'' e l'Italia rientra in questo quadro perché, per la prima volta, ''c'è una maggioranza parlamentare forte''. ''Inoltre - prosegue Ben Ammar - Berlusconi gode della stima personale di Al Waleed. E il vostro presidente del Consiglio si augura che tramite Al Waleed possano arrivare in Italia capitali arabi e capitali Usa, visti i buoni rapporti che noi abbiamo con gli investitori americani''.

Al Waleed e Berlusconi hanno parlato delle privatizzazioni
Ma anche la stampa economica si interessa all'incontro. "Il Governo Berlusconi è risoluto nel voler privatizzare Eni, Enel e Finmeccanica. E un gruppo di investitori arabi si è già fatto avanti per essere della partita - scrive il Wall Street Journal, che cita sempre Tarak Ben Ammar - Berlusconi vuole attirare capitale da prestigiosi gruppi arabi - spiega Ben Ammar - Venerdì pomeriggio, Al Waleed si è recato a Palazzo Chigi per discutere con Berlusconi proprio del tema delle privatizzazioni. Al Waleed si è detto molto interessato ai piani di Berlusconi - prosegue Ben Ammar -. Abbiamo parlato di Eni, Enel e Finmeccanica. Il presidente del Consiglio ha però precisato di non avere fretta di vendere le partecipazioni statali nelle suddette aziende e ha posto un paletto: il management di questi gruppi resterà italiano.

Al Waleed è contento dell'investimento in Mediaset. "Non venderà"
Berlusconi e Al Waleed - ricorda il quotidiano statunitense - sono soci in affari dal '95 anno in cui il principe saudita comprò il 2,5% di Mediaset . Ben Ammar ha detto che Al Waleed è molto soddisfatto dell'investimento nel Biscione e non intende vendere".

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L'IMPERO DI AL WALEED

Le principali tappe dell' impero finanziario del principe Al Waleed bin Talan, dal 1991 ad oggi


1991 Investe 590 milioni di dollari per rilevare la Citicorp, uno dei maggiori gruppi bancari americani. L'unione tra la Citicorp e la Traveler Group, nell'aprile del 1998, da vita al Citigroup maggiore istituto finanziario mondiale del quale è azionista di riferimento il principe Al Waleed;

1993 Investe 100 milioni di dollari nella Saks Fifth Avenue, pari al 10% del pacchetto azionario;
Investe 230 milioni di dollari per acquistare il 30% dell'Arab Media Corporation;

1994 Acquista il 3% della Ballast Nedam Groep, una compagnia olandese di costruzioni specializzata nella realizzazione di grandi opere;
Acquista il 50% delle azioni del San Francisco - based Fairmont Hotel;
Investe 345 milioni di dollari per acquistare il 24% di Euro-Disney a Parigi;
Investe 120 milioni di dollari per il 24% delle azioni della Four Seasons Hotels;

1995 Acquista il 42% del NY Plaza Hotel; Investe 100 milioni di dollari per acquisire il 2,7% del gruppo Mediaset s.p.a.; Insieme ad altri imprenditori assume il controllo del gruppo Canary Wharf;

1996 Costituisce una Joint venture con imprenditori giordani per realizzare un grande albergo ad Amman; 
Acquisisce il 40% (poi assumerà il controllo pieno nel 1999) del Boston Compley Plaza, un hotel di 379 stanze;
Acquisisce il 50% del Cairo's Nile Complex;
Rileva l'Hotel Giorgio V a Parigi;

1997 Entra nel settore delle nuove tecnologie investendo 115 milioni di dollari per acquisire il 5% della Apple Computer;
Al Waleed e la Planet Holliwood annunciano un'alleanza strategica per sviluppare locali della catena in medio Oriente ed Europa;
Investe 10 milioni di dollari in Palestina nella PADICO per costruzioni e progetti di sviluppo nel West Bank e nella striscia di Gaza;
E' tra i co-fondatori della JDICO a Gerusalemme;
Acquista quote di alberghi a Beirut
Investe 400 milioni di dollari nell'impero mediatico The News Corporation Limited;
Acquista per 146 milioni di dollari il 5% di Netscape. AOL acquisisce Netscape e quindi la fusione tra Aol e Time/Warner da vita alla maggiore compagnia mondiale di media ed internet (Aol Time Warner)
Investe 300 milioni di dollari per acquisire l'1% di Motorola

1998 Acquisisce il 16% di Teledesic per 200 milioni di dollari;
Investe per avere il 10% di EcoBank;
Acquista 120.000 acri di terreno nella valle di Tshka nel sud dell'Egitto per un progetto di sviluppo agricolo della Kadco;
Acquista il 13,7% della United Bank for Africa, divenendone il maggiore azionista individuale.

1999 Acquista il 14% della CAL Merchant Bank Limited;
firma un accordo con la Fininvest per acquisire il 3,19% del gruppo Kirch Media. Successivamente il principe acquisirà un altro 3,3% del gruppo media tedesco 

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