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| Guerra batteriologica |
| Bioterrorismo |
| La paura strisciante |
Antrace,
la pista interna americana |
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"Per il 53% degli americani il rischio di attacchi con armi chimiche
o batteriologiche è possibile. E le autorità governative non lo
escludono". Lo ricorda Walter Pasini, direttore del Centro Oms per
la Medicina dei Viaggi, sottolineando che gli "attacchi con armi
biologiche possono avvenire in modo silente; e l'epidemia, quando
non si manifesti subito in forme eclatanti, può essere sospettata
solo dopo il riscontro di un elevato numero di casi o di sintomi
che richiamino una malattia insolita". Ecco, dunque, l'identikit
di alcune malattie che possono essere provocate dal bioterrorismo,
tracciato da Pasini.
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Tra
i quattro cavalieri dell'Apocalisse, che portano distruzione e morte,
il quarto è quello che fa più paura. E' quello che è in grado di infliggere
qualunque pena: spada, fame, malattie, belve feroci. Il cavaliere
più nominato dai gruppi fanatici di ispirazione millenarista, pronti
a scrutare nella trama simbolica dei nostri tempi per cogliere i segni
dell'arrivo dell'Armageddon, il giudizio finale in cui il Male e il
Bene si fronteggeranno nell'ultima grande battaglia. |
| BACILLI
E BATTERI PER SEMINARE MORTE |
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| GUERRA BATTERIOLOGICA:
COSA CAMBIA CON LA BIO-GENETICA |
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Si
moltiplicano gli allarmi antrace. Lettere "farcite" della micidiale
polverina invadono gli Usa. La psicosi dilaga. Abbiamo raggiunto
il professor Leopoldo Silvestroni nel laboratorio di ricerca molecolareecolare,
al Policlinico Umberto I di Roma, per capire cos'è la guerra batteriologica
e quali sono le sue potenzialità. Per capire fino a che punto i
vaccini possono essere efficaci contro questo terrorismo invisibile.
"La guerra biologica usa come armi microorganismi come virus, batteri
e tossine. I più conosciuti sono l'Antrace, che provoca il carbonchio,
e il vaiolo. L'antrace ha la particolarità di produrre una spora.
Per capire cos'è la spora possiamo pensare ad un seme che resta
inattivo a "secco" finchè non viene a contatto con un organismo.
Quindi può essere conservato facilmente per molto tempo. Il vaiolo
invece è uno dei virus più terribili, ormai debellato da anni. Basta,
in teoria, un solo virus per infettare un organismo".
Esistono dei vaccini?
"Sì, magari il problema può essere di quantità. Cioè quante dosi
abbiamo a disposizione in caso di attacco".
Ma questi vaccini possono essere resi inefficaci con le tecniche
ti ingegneria genetica?
"E' possibile estrarre da un organismo, capace, ad esempio, di ressistere
alle alte temperature, questa caratteristica per inserirla in un
patogeno aggressivo. In questo modo il patogeno acquisisce la resistenza
alla temperatura. Lo stesso discorso si può fare se si vuole creare
un organismo che resiste ad un vaccino".
Che
tipo di tecnologia è necessaria per "confezionare" un'arma biologica
resistente ai vaccini?
"Guardi per mettere su un laboratorio attrezzato per la coltivazione
di colonie di microorganismi sono necessari qualche decina di milioni.
Invece per laboratori dove si manipola il dna ci vogliono circa
200 milioni".
Comunque non sono cifre proibitive. Uno stato può facilmente
dotarsi di una struttura del genere...
"Sì, basta mandare un terrorista a studiare in una università occidentale.
Cosa del resto già riscontrata per l'attacco dell'11 settembre:
i dirottatori hanno imparato negli Usa a condurre gli aerei sugli
obiettivi. Lo stesso si può fare per le armi biologiche. Pensi che
un laboratorio di manipolazione genetica può essere contenuto in
uno spazio modesto. Come si fa per le raffinerie di droga: si può
installare un laboratorio in un caravan, per renderlo mobile, quindi
difficile da rintracciare".
Professore è possibile reperire su internet delle colture di
microorganismi?
"Fino a poco tempo fa sì. Ho avuto modo di verificare di persona.
Esistevano dei siti nascosti che vendevano microorganismi di tutti
i tipi, anche di antrace. Dopo l'11 settembre le autorità statunitensi
hanno ripulito la rete da questa minaccia. Ma ci sono ancora molti
siti che trattano il terrorismo. Dove è possibile imparare a costruire
una bomba o sintetizzare un gas".
Silvestroni cosa si intende per "bomba etnica"?
"Qui siamo alla frontiera di questo argomento. Significa poter realizzare,
con le tecniche di manipolazione genetica, un'arma biologica capace
di colpire solo individui con determinate caratteristiche, ad esempio
di tipo razziale: il colore della pelle o quello degli occhi".
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| Antrace
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È
un'infezione acuta causata dal Bacillus anthracis. La malattia si
verifica più frequentemente in pecore, capre e bestiame, che assumono
spore attraverso l'ingestione del suolo contaminato. Gli esseri umani
si infettano attraverso il contatto cutaneo, l'ingestione o l'inalazione
delle spore di B. anthracis trasmesse da animali infetti o prodotti
animali. Non si verifica trasmissione da persona a persona. L'infezione
da antrace si può manifestare in 3 forme: polmonare, cutanea e gastrointestinale.
Di queste, solo la forma polmonare è legata al bioterrorismo, attraverso
l'inalazione di spore trasmesse per aerosol. In questo caso la malattia
si manifesta con sintomi simil-influenzali, un possibile breve miglioramento
provvisorio e un successivo aggravarsi del quadro, con insufficienza
respiratoria, possibile edema polmonare, ingrandimento del mediastino
alla radiografia toracica. Dopo due-tre giorni dall'inizio della malattia,
è possibile ritrovare nel sangue i bacilli gram positivi dell'antrace.
Il periodo di incubazione seguente l'esposizione al B. anthracis varia
da 1 giorno a 8 settimane, precisa Pasini, a seconda della via di
trasmissione. E' di 2-60 giorni nel caso dell'esposizione polmonare.
"Contro l'antrace - afferma Pasini - esiste un vaccino, che viene
somministrato al personale militare. Si tratta di un vaccino inattivato,
acellulare. La profilassi post-esposizione viene fatta con ciprofloxacina,
500 mg due volte al giorno o, quando siano controindicati o non disponibili,
doxiciclina 100 mg due volte al dì. |
| [PER
SAPERNE DI PIÙ] |
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| Botulino |
Il
Clostridium botulinum è un batterio che produce una potente neurotossina
la quale, inibendo il rilascio di aceticolina nelle terminazioni nervose,
provoca paralisi flaccide. Il C. botulinum produce spore presenti
nel suolo e nel sedimento marino in tutto il mondo. L'intossicazione
viene contratta attraverso alimenti contaminati, provocando sintomi
gastrointestinali; ma è possibile anche una forma di intossicazione
per via inalatoria. Come arma, il botulismo può essere trasmesso sia
per forma inalatoria che gastrointestinale, provocando sintomi quali
neuropatie craniali simmetriche, visione offuscata, difficoltà respiratoria,
paralisi delle braccia, dei muscoli respiratori e delle gambe. Non
dà febbre, né deficit sensoriali. Il periodo di incubazione è di 12-36
ore dopo l'ingestione, e di 24-72 dopo l'esposizione per aerosol.
Il Dipartimento della difesa americana ha predisposto un vaccino che
si somministra in 3 dosi (a distanza di 2 e 12 mesi dalla prima).
[PER
SAPERNE DI PIÙ] |
| Peste |
È
una malattia batterica acuta causata dal bacillo gram negativo Yersinia
pestis, trasmessa di solito da pulci infette. L'infezione coinvolge
il sistema linfatico ed il sangue (peste bubbonica e setticemica).
Un'epidemia 'da bioterrorismo' potrebbe essere indotta, più facilmente,
per via aerea, provocando la variante polmonare della malattia, caratterizzata
da febbre, tosse, dolore toracico, escreato acquoso muco-purulento,
evidenza radiologica di polmonite. E' possibile che la malattia si
possa trasmettere da persona a persona per via inalatoria. Il periodo
di incubazione per la peste è di 1-3 giorni nella sua variante polmonare,
2-8 giorni se trasmessa dalle pulci tramite i topi. Esiste un vaccino
inattivato per la peste bubbonica, ma non è stata provata la sua efficacia
nelle peste polmonare.
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| Vaiolo |
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L'eradicazione
del vaiolo, raggiunta nel 1977, ha rappresentato uno dei maggiori
successi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma questa malattia
rappresenta una minaccia perché la popolazione non è più vaccinata
e la sua trasmissione avviene per via aerea. I sintomi iniziali
del vaiolo somigliano a quelli dell'influenza; dopo 2-4 giorni,
però, compaiono lesioni cutanee che rapidamente si trasformano da
macule a papule, e quindi a vescicole. L'esantema è più evidente
nel viso e nelle estremità. La malattia è molto contagiosa e si
trasmette anche attraverso le lesioni e le secrezioni della pelle.
Il periodo di incubazione è 7-17 giorni. "In previsioni di un uso
del vaiolo come arma biologica - dice l'esperto - esiste negli Usa
una certa scorta di vaccino". La vaccinazione, anche dopo l'esposizione,
è efficace. "Il problema - conclude Pasini - è trovare il vaccino,
specie in Europa. Occorre sapere che la vaccinazione contro il vaiolo
non conferisce un'immunità che dura tutta la vita. Le persone vaccinate
in passato, quindi, non si devono pertanto ritenere protette".
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| Gas nervino |
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Gli attentati con il sarin
Nel 1995, la setta
giapponese Aum Shin Rikyo diffonde gas nervino sarin nella metropolitana
di Tokyo, uccidendo dieci persone e intossicandone migliaia.
Nel 1998, nel corso di vari processi, alcuni membri
della setta Aum Shin Rikyo rivelano come, già prima dell'attacco
del 1995 in Giappone, il gruppo avesse rilasciato certe quantità
di germi letali. Gli obiettivi presi di mira: la Magistratura Giapponese,
il Palazzo Imperiale e anche la base militare Statunitense di Yokosuka.
All'epoca il veleno non fu rilevato, e apparentemente non causò
morti. L'attentato era stato pianificato con l'intento di diffondere
i principi della Aum Shin Rikyo sull'apocalisse imminente.
Nell'aprile del 1998 200 attuali membri dell'Aum Shin Rikyo
si sono incontrati ad un convegno per raccogliere fondi per il gruppo,
pagando per la partecipazione fino a 1.500 dollari a testa.
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| LA STORIA DELLE
ARMI BIOLOGICHE |
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La guerra batteriologica non è roba del nostro tempo: venne usata
per la prima volta da guerrieri con armature, spade e scudi.
I primi ad usare la guerra biologica (almeno in modo documentato)
furono i romani che gettavano carcasse di animali per inquinare
le riserve d'acqua nemiche. Questo aveva il duplice scopo di ridurre
il numero dei nemici e abbassarne il morale. Nel 1347 i Tartari
appestarono il nemico catapultando corpi infetti da peste bubbonica
oltre le mura della città di Caffa, sul Mar Nero. Poi navi genovesi
in fuga pensarono a portare la Peste Nera nel vecchio continente.
Alcuni storici ritengono che sia stato proprio questo episodio a
provocare l'epidemia di peste che attraversò l'Europa medievale
uccidendo 25 milioni di persone.
Quattro secoli dopo ci pensarono gli inglesi: nel 1763 Sir Jeffrey
Amherst, governatore della "Nova Scotia", donò agli indiani d'America
coperte infettate di vaiolo; più o meno nello stesso periodo gli
inglesi mandano tra i Maori (che popolavano allora la Nuova Zelanda)
gruppi di prostitute infettate dalla sifilide: ben presto le popolazioni
indigene furono sterminate e le loro praterie sono divennero "terra
vergine" per i coloni europei.
Durante la seconda guerra mondiale i giapponesi disseminano in
Manciuria, la peste, il colera, la leptospirosi tramite le tonnellate
di microrganismi prodotti nella installazione "Unita 731" diretta
dal professore Shiro Ishii. Crollato l'Impero del Sol Levante, Ishii
(responsabile, tra l'altro della sperimentazione su prigionieri
di guerra di armi batteriologiche) non solo non viene condannato
come criminale di guerra al Processo di Tokio, ma venne "assunto"
dagli Stati Uniti per collaborare alla creazione del più importante
centro di guerra batteriologica americano: Fort Detrick dove, dal
1942 venivano selezionati e prodotti germi di malattie come la peste,
il morva, il tifo petecchiale, il carbonchio. Questi germi venivano
usati per preparare le ogive di bombe e messili.
Successivamente negli anni '50 e '60 si registrò una vera e propria
corsa alla produzione di microorganismi. Negli USA sorgono ben nove
impianti di guerra batteriologica, in Gran Bretagna si costruisce
la "fabbrica di microbi" di Porton, stessa cosa viene fatta in URSS
sulle coste del Mar Caspio. Corsa che termina con la messa al bando
del 1972. Ma a partire dagli anni '80, la corsa riprende anche con
l'ausilio delle tecniche di ingegneria genetica.
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