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Un quadro completo del variegato panorama di organizzazioni e
gruppi terroristici legati all'estremismo islamico.
Harakat
Ul-Mujahidin (Hum). Gruppo militante islamico, formato da migliaia
di guerriglieri e attivo soprattutto in Kashmir, stato indiano confinante
con il Pakistan. Il leader del gruppo e' stato per molti anni Fazlur
Rehman Khalil, vicino a bin Laden. Attualmente al vertice dell'organizzazione
si trova, dopo l'abdicazione del primo, Farooq Kashmiri, un noto
comandante militare. Khalil firmò nel 1998 una lettera rivolta a
bin Laden, in cui si incitava al terrorismo nei confronti degli
interessi americani e occidentali. Gli affiliati di questo gruppo,
alcuni dei quali sono afghani o arabi veterani della guerra dell'Afghanistan,
si formano nei campi d'addestramento di quel paese. L'arsenale militare
comprende armi pesanti e leggere, fucili, mortai, esplosivi e razzi.
L'Arabia Saudita, alcune nazioni islamiche, alcuni cittadini del
Pakistan e del Kashmir appoggiano economicamente l'organizzazione.
Hezbollah
(Partito di Dio, noto anche come Jihad Islamica, Organizzazione
di Giustizia Rivoluzionaria, Organizzazione degli oppressi sulla
Terra, e Jihad Islamica per la liberazione della Palestina).
E' la sigla sotto la quale si riuniscono diversi gruppi sciiti che
si ispirano al fondamentalismo islamico di stampo khomeinista. Cresciuti
in Libano, questi gruppi puntano all'instaurazione di un regime
panislamico di rigida osservanza, ispirato ai primi anni della Repubblica
iraniana e hanno l'obiettivo di lottare contro Israele, impedendo
le trattative di pace in Medio Oriente. La regia di questo movimento
e' appartenuta spesso all'Iran, anche se non tutte le iniziative
praticate hanno ricevuto il plauso di Teheran. A proposito degli
attacchi suicidi all'ambasciata Usa ed al quartier generale dei
marine a Beirut nel 1983 e nel 1984, come di molti altri atti anti-americani,
si e' parlato di una responsabilita' di Hezbollah. Il gruppo ha
colpito l'ambasciata israeliana in Argentina nel 1992 e probabilmente
ha anche bombardato il centro di cultura israeliana di Buenos Aires,
nel 1994. Ultimo attentato rivendicato, il 28 aprile 2001: Simcha
Ron, sessantenne di Nahariya, è assassinato in Kfar Ba'aneh, vicino
a Carmiel in Galilea. I responsabili dell'attacco terrorista vengono
arrestati in giugno dalla polizia israeliana . I sostenitori sono
diverse migliaia, poche centinaia i militanti. Le sedi del movimento
si trovano nella Valle di Bekaa, a sud di Beirut, e nel Libano meridionale.
Ne esistono cellule operative in Europa, Africa, Sud America, Nord
America e Asia. I finanziamenti egli aiuti giungono da Iran e Siria.
Gia
(Gruppo islamico armato). Ha seguaci in ogni capitale. Le «jama'a»,
le unità di base del Gia, contano su armi, soldi e un addestramento
militare efficientissimo. Il 1991 e' la data di fondazione del Gia,
che ha operato prima in Algeria, poi in Bosnia per appoggiare i
musulmani di quel paese. Dal 1995 questi nuclei sono attivi anche
in Europa. L'allarme che aveva spinto gli americani a chiudere per
tre giorni la loro ambasciata a Roma nel gennaio 2000 nasceva appunto
dal pericolo delle jama'a. All'inizio in Algeria c'erano, assieme
a una serie di piccoli gruppi, due importanti organizzazioni terroristiche:
l'Ais, Armata islamica di salvezza, e appunto il Gia da cui dipendono
le jama'a. Ais e Gia si basano entrambe sulla lotta armata. Nella
prima confluiscono studenti, militari e politici che lottano contro
il regime. Alla fine degli anni Novanta molti militanti dell'Ais
hanno deposto le armi accettando il perdono, il Rahma, come è accaduto
in Sud Africa. Diversa la storia del Gia. In esso confluiscono molti
criminali, mujaheddin fanatici, giovani analfabeti. Punto di partenza
è stata la guerra in Afghanistan, quando l'ambasciata pachistana
assoldava, su indicazione della Cia americana, guerriglieri musulmani
di ogni paese per sconfiggere l'Unione Sovietica.
Movimento
islamico dell'Uzbekistan. Coalizione di militanti islamici che
si oppongono al regime uzbeko del presidente Islom Karimov e intendono
sostituirlo con uno stato islamico. La propaganda del gruppo si
basa su una retorica Questo movimento e' ritenuto responsabile di
5 attentati avvenuti a Tashkent nel febbraio 1999, oltre che di
rapimenti di turisti nel 1999 e nel 2000. Conta su qualche migliaio
di membri,con base in Afganistan e Tagikistan, attivi anche in Uzbekistan
e Krygyzstan. I finanziamentiarrivano da diversi gruppi radicali
islamici dell'Asia Centrale e Meridionale. La radio iraniana trasmette
i comunicati del gruppo. Armata Rossa Giapponese (nota anche
come Brigate Internazionali anti imperialiste). Movimento terroristico
internazionale nato intorno al 1970, a seguito della separazione
dalla Fazione Armata Rossa-Lega Comunista Giapponese. E' stato capeggiato
da da Fusako Shigenobu, responsabile
di molti attentati, come il massacro del 1972 all'aeroporto Lod,
in Israele, due dirottamenti aerei in Giappone e un tentativo di
assaltare l'ambasciata americana di Kuala Lumpu. Nel novembre 2000,
quando la donna e' stata arrestata. Da questo momento la Shigenobu
rinneghera' la violenza, abbracciando l'ipotesi della creazione
di un partito politico legale. Il fine del gruppo e' rovesciare
la monarchia giapponese e far scoppiare la rivoluzione mondiale.
Dopo l'arresto. Numero dei militanti: sei. Imprecisato quello dei
simpatizzanti. Non si conosce la sede operativa, anche se e' plausibile
che i membri del movimento siano dislocati in Asia o nelle zone
del Libano controllate dalla Siria. Si ignorano anche le fonti di
finanziamento esterne.
Organizzazione
Mujahedin-E Khalq (Mek o Mko, nota anche come Esercito di Liberazione
Nazionale dell'Iran, Mujahedin del Popolo d'Iran, Consiglio di resistenza
Nazionale, Società degli Studenti Musulmani Iraniani). Fondata
da un gruppo di giovani universitari, figli di mercanti iraniani,
nel 1960. Si proponeva di lottare contro l'influenza occidentale
sul regime dello Shah. Si basa su un credo politico alimentato da
marxismo e Islamismo. Molto attivo, ha colpito spesso gli interessi
del regime clericale, in Iran e all'estero. E' formato da migliaia
di guerriglieri in Iraq. Riceve vasti appoggi dall'estero, dall'Iraq
e da molte comunità iraniane lontane dalla patria.
I gruppi terroristici attivi in Medio Oriente
Fronte Democratico di Liberazione della Palestina Di origine
marxista-leninista, nato dalla scissione di un gruppo filosovietico
dal Fronte Popolare di Liberazione della Palestina nel 1969. Supporta
la nascita di uno Stato palestinese in un territorio liberato da
Israele. Primo attentato di rilievo, quello alla scuola di Ma'alot.
Camuffati da uomini della sicurezza, i terroristi entrano nella
scuola e uccidono 27 persone (134 i feriti). Molti sono bambini.
Nel maggio '88, fra l'altro, organizza un attentato all'auto dell'attuale
premier israeliano Ariel Sharon. A lungo con basi in Siria, si riconosce
nella guida politica e operativa di Naif Hawatmeh, Yasser Abed Rabbu,
Qais Samarral (Abu Leila), e Abd-al-Karim Hammad (Abu Adnan). A
lungo in aperto contrasto con Fatah e vicino all'opposizione ad
Arafat, nel '99 viene cancellato dalla lista dei gruppi terroristici
del Dipartimento di Stato USA. Ultime operazioni: 25 agosto 2001,
3 soldati uccisi al posto di blocco di Marganit, nella Striscia
di Gaza.
Abu
Nidal Organization (ANO) Creato da Sabri al-Bana (noto come
Abu Nidal) nel 1974, da una scissione da Fatah. Raggiunge i 400-500
effettivi. Molto attivo negli anni '80 e '90, è conosciuto in Italia
per l'attentato del 27 dicembre 1985 agli aeroporti di Fiumicino
e Vienna: 16 morti. Innumerevoli le azioni terroristiche un po'
in tutto il mondo, molte rivolte a obiettivi occidentali. Entra
ben presto in conflitto con Fatah, di cui non approva le aperture
ad Israele, il nemico da annientare. Il 14 gennaio 1991, il dirigente
dell'OLP Abu Iyad, molto vicino ad Arafat, e Abu el-Hol, comandante
dell'esercito del settore occidentale di Fatah, sono assassinati
da questo gruppo terroristico a Tunisi. Attualmente senza seguito
nei territori.
Tanzim Braccio armato di Fatah, la maggiore fazione dell'OLP
di Yasser Arafat, gioca un ruolo determinante nel salto di qualità
dell'Intifada 2000: dai sassi ai mortai, alle bombe. Garantisce
Fatah contro il rischio di un monopolio dell'azione terroristica
lasciato ai gruppi di opposizione, Hamas e la Jihad islamica. I
Tanzim si ritengono l'avanguardia del futuro Stato palestinese,
l'esercito non ufficiale che può accentuare la pressione sui coloni
e i civili israeliani senza compromettere troppo Arafat e Fatah.
Diffidenti verso la solidarietà panaraba, verso i palestinesi di
rientro, verso le generazioni più anziane, sono gli eroi dell'Intifada,
l'esempio da seguire per migliaia di adolescenti dei territori Organizzati
in cellule, Tanzim reclutano uomini nei villaggi, nei campi profughi,
in città e svolgono un ruolo non trascurabile nell'educazione alla
guerriglia dei bambini palestinesi. Si accredita migliaia di seguaci
fautori dell'Intifada, molti dei quali studenti universitari. Secondo
il quotidiano israeliano Yediot Ahronot, il bilancio annuale dell'organizzazione
è di 2.4 milioni di dollari, direttamente forniti dall'Anp di Arafat.
Considerevole l'arsenale, che comprende bombe, pistole, fucili,
missili, mortai. Leader riconosciuto, Marwan Barghouti. Innumerevoli
gli attentati compiuti: tra i tanti dell'ultimo anno, ricordiamo
il delitto efferato con cui un commando lo scorso 5 agosto ha eliminato
nella sua auto Tehiya Bloomberg, quarantenne, madre di 5 bambini
e incita di 5 mesi, nei pressi di Kalkilya, in Cisgiordania.
Fronte
di Liberazione della Palestina Nasce in Libano nell'aprile del'77
dalla scissione del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina
guidato da Ahmad Jibril. Il nuovo gruppo, inizialmente, ha come
capo Muhammad Zaidan (Abu Abbas) e Tal'at Ya'akub. Ma l'organizzazione
è divisa al suo interno in fazioni spesso in conflitto fra loro:
nel 1983-1984 si distaccano altri piccoli gruppi, ognuno dei quali
rivendica il ruolo di unico, legittimo erede dell'originario FLP.
Nel novembre 1989 i gruppi di Abu Abbas e Tal'at Ya'akub si riuniscono
alla morte di quest'ultimo. Abu Abbas, eletto nel comitato esecutivo
dell'OLP, traghetta il FLP verso Fatah, di cui sposa, di fatto,
l'analisi politica. Sul piano operativo, invece, elabora la strategia
della lotta amata da basi libanesi. Nell' '85, Abu Abbas diventa
il terrorista più noto al mondo, con il dirottamento della Achille
Lauro . Per l'assassinio di Leon Klinghoffer sulla sua testa gli
USA mettono una taglia milionaria. Nel '90 tenta, senza successo,
un attacco dal mare alle coste israeliane. Abbas, già membro del
comitato esecutivo dell'OLP, ormai è scomodo anche per la dirigenza
palestinese, Arafat prende le distanze dall'attività del FLP.
Jihad islamica La Jihad islamica (Harakat al-Jihad al-Islami
al-Filastini) nasce nel 1979-80 grazie all'iniziativa di alcuni
studenti islamici in Egitto, fuoriusciti dalla Fratellanza Palestinese
Musulmana della Striscia di Gaza, sulla scia del successo della
Rivoluzione iraniana e sotto l'influenza dei gruppi radicali di
universitari egiziani. Negli anni '80 il gruppo si trasforma in
nucleo terrorista attivo nei territori e nella Striscia, protagonista
dell' Intifada . I seguaci sono circa 250, ma crescono rapidamente
e nell'agosto '88 il gruppo dirigente viene espulso dal Libano.
A fine anni '90, l'organizzazione è protagonista di una serie di
attacchi suicida in Israele. Nel '95, il suo leader Fathi Shqaqi
è ucciso (dai servizi israeliani? Da militanti di altre fazioni
palestinesi?) Ultimo attentato di rilievo: il 12 agosto 2001. 21
persone sono ferite nell'attentato suicida al Wall Street Cafe nel
centro commerciale di Kiryat Motzkin.
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