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| 11 settembre 2001: il giorno del terrore |
| APPROFONDIMENTI |
Alle
8 e 45 dell'11 settembre 2001 un Boeing 767 della United Airlines
si schianta su una delle Torri Gemelle di New York. Poco dopo un secondo
aereo colpisce la Torre Sud, mentre un terzo aereo si schianta sul
Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa, a Washington.
Un quarto aereo con 45 passeggeri a bordo precipitera' poco dopo in
Pennsylvania vicino a Pittsburg.
E'
l'inizio del giorno più lungo e doloroso nella storia degli
Stati Uniti d'America, mai colpiti così duramente al proprio
interno da un attacco suicida, immediatamente paragonato a Pearl Harbour.
Ma le vittime stavolta sono molte di più. |
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CRONOLOGIA |
| Ora
NY |
Ora
italiana |
Tutti i fatti, minuto per minuto
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| 8:45 |
14:45 |
Un
aereo di linea si schianta contro una delle due torri gemelle
del World Trade Center a New York |
| 9:05 |
15:05 |
Secondo
impatto: un secondo velivolo si abbatte contro l'altra torre
del World Trade Center |
| 9:18 |
15:18 |
Il
presidente George W. Bush cancella gli impegni della mattinata |
| 9:20 |
15:20 |
Giunge
la notizia che l'Fbi era stato messo in allerta per il possibile
dirottamento di un aereo poco prima delduplice impatto |
| 9:28 |
15:28 |
Fonti
del governo parlano di un attentato |
| 9:30 |
15:30 |
Evacuata
la Borsa del Nymex e il New York Mercantile Exchange |
| 9:32 |
15:32 |
Wall
Street rinvia l'apertura delle contrattazioni. |
| 9:33 |
15:33 |
Uno
dei due aerei era un Boeing 767 delle American Airlines dirottato
da Boston |
| 9:35 |
15:35 |
Evacuata
anche Wall Street |
| 9:36 |
15:36 |
Primo
bilancio delle vittime: si parla di sei morti e di un migliaio
di feriti |
| 9:40 |
15:40 |
La
polizia avverte che un terzo aereo potrebbe avvicinarsi alle
due torri |
| 9:42 |
15:42 |
Rivendicazione:
la tv di Abu Dahbi attribisce l'attentato al Fronte Democratico
per la liberazione della Palestina |
| 9:45 |
15:45 |
Evacuata
la Casa Bianca. Colpito il Pentagono: un aereo precipita sull'eliporto,
causando il crollo di un'ala dell'edificio, che s'incendia |
| 9:47 |
15:47 |
Evacuati il dipartimento al Tesoro e
edifici circostanti
|
| 9:48 |
15:48 |
Incendio
sul Mall di Washington, di fronte alla Casa Bianca. Wall Street
annulla l'apertura |
| 9:49 |
15:49 |
Evacuati
il Congresso e il ministero del Tesoro a Washington |
| 9:53 |
15:53 |
Incendio
al dipartimento alla Difesa che viene fatto evacuare. |
| 9:53 |
15:53 |
La
Federal Aviation Administration chiude tutti gli aeroporti USA
|
| 10:00 |
16:00 |
Nuova
enorme esplosione su una delle torri gemelle del World Trade
Centre. Il personale dell'Onu scende per precauzione nei sottosuoli. |
| 10:03 |
16:03 |
Il
Fronte democratico per la liberazione della Palestina (Fdlp)
smentisce di essere responsabile degli attentati. Evacuazione
del grattacielo Sears a Chicago. |
| 10:07 |
16:07 |
Crolla
il grattacielo colpito per primo |
| 10:08 |
16:08 |
Il
segretario di Stato Colin Powell lascia il Perù dove si trova
per l'assemblea generale dell'Osa e rientra negli Usa |
| 10:11 |
16:11 |
La
rete tv NY1 informa che il secondo aereo che ha colpito il Wtc
è stato dirottato dall'aeroporto di Boston ed era della United
Air Lines. |
| 10:20 |
16:20 |
Evacuato
anche il palazzo di Vetro, sede dell'ONU |
| 10:27 |
16:27 |
Tutti
i voli transatlantici per gli Usa sono dirottati sul Canada. |
| 10:28 |
16:27 |
Crolla
anche la seconda torre del World Trade Centre. |
| 10:28 |
16:28 |
Incendio
davanti al dipartimento di Stato a Washington: corre voce che
sia stata un'atuobomba |
| 11:34 |
17:34 |
Reso
noto il numero dei passeggeri dei due jet dirottati in totale,
156 persone erano a bordo |
| 11:36 |
17:36 |
Un
funzionario del dipartimento di Stato smentisce che una autobomba
sia esplosa davanti alla sede del ministero |
| 12:26 |
18:26 |
Terzo
crollo a New York: un palazzo vicino al World Trade Center si
abbatte al suolo |
| 12:39 |
18:39 |
Sono migliaia tra morti e feriti. Emergenza sangue negli ospedali |
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| A UN MESE DALL'ATTENTATO:
INTERVISTA AL PROFESSOR PAOLO FASOLI |
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Paolo
Fasoli, abruzzese, vive da sette anni a New York; da un anno
ha lasciato Manhattan, allontanandosi dal centro per vivere nei
sobborghi della metropoli. Insegna Letteratura Italiana alla City
University of New York; lo abbiamo sentito per telefono pochi
minuti prima che si recasse in classe per una lezione sui sui consigli
che Paolo Sarpi, il sacerdote servita che fu cronista del Concilio
di Trento, elargiva alla Serenissima in merito ad alcuni libri che,
benché vietati, circolavano clandestinamente. Dalla censura barocca
passiamo, immediatamente, alla censura sui media richiesta dal Consigliere
del Presidente Bush, Condoleeza Rice, in merito alla circolazione
delle dichiarazioni di bin Laden nei media statunitensi.
Come ha reagito New York alla censura sulla stampa?
New York è una città smaliziata, che ha sempre mal digerito il conformismo.
Ma in questa situazione lo "spirito patriottico" prevale. Però,
e non lo dico a titolo personale, cominciamo a stufarci di vedere
la stampa imbavagliata, le Tv obbedienti, il giornalismo investigativo
sacrificato... speriamo soltanto che tutto questo non duri ancora
a lungo...
Si può tracciare un consuntivo a un mese dal disastro, mentre
su Kabul piovono le bombe di "Libertà duratura"?
Cominciamo dalla fine: le operazioni militari trovano una quasi
totale approvazione, però è vivo il dubbio, e diffuso, che noi,
qui, non sappiamo davvero tutto quello che succede, né quello che
è successo l'11 settembre. Ripeto: l'informazione conformista, seppure
per ragioni di stato, non può che alimentare questa sensazione di
nebulosità che avvolge la realtà dei fatti. Poi c'è questo mese,
trascorso in cerca di una normalità che - contrariamente a quanto
si è potuto leggere sulla stampa italiana - non ha tardato a ritrovare
i percorsi e i gesti di ogni giorno.
Vuole dire che oggi Manhattan è tornata come il giorno prima
dell'attentato?
No. La tensione è ancora tanta. Ma se nei giorni immediatamente
successivi al disastro ogni rumore proveniente dal cielo poteva
gettarci nel panico, oggi non è più così. Se allora le strade erano
pressoché deserte, oggi siamo tornati a lavorare, a vivere la nostra
città, a frequentare i bar... Leggendo qualche quotidiano italiano
- le scene granguignolesche e l'«olezzo dei morti che giungeva fino
ai ristoranti del "Village"», come ho letto da qualche parte - difficilmente
potrete farvi un'idea della facilità e della semplicità con la quale
la gente di questa città ha ripreso il suo posto in ufficio, a casa,
a scuola...
Torniamo a un mese fa: come apprese la notizia?
Questo è un episodio molto global, o forse glocal, come si dice.
Quella mattina, una splendida mattina di settembre, col cielo azzurro
e l'aria calda, lessi la notizia in internet, su "repubblica.it",
il sito del quotidiano italiano; soltanto successivamente accesi
la Tv, assistendo alla tragedia. Fu così che decisi di raggiungere
Manhattan, e da una strada sopraelevata, in macchina, vidi la seconda
torre venire giù. In quel momento mi accorsi che la prima non c'era
già più...
Veniamo alla politica: la leadership di Bush appare rafforzata,
quella di Giuliani addirittura indiscussa.
Bisogna distinguere: Bush, in un momento di paura, di crisi, di
tensione ha trovato perfino l'appoggio, palese e pubblico, di Clinton,
e questo a New York non vuol dire poco. Giuliani, dal canto suo,
ha avuto l'intelligenza di buttarsi a capofitto negli impegni straordinari
dell'amministrazione di una metropoli ferita nell'orgoglio e nei
beni, nei sentimenti della gente. La sua leadership è stata quasi
naturale, senza avversari. Ma il sindaco ha commesso un errore:
quello di chiedere l'estensione del mandato.
Non le sembra naturale ina una situazione di emergenza?
No, per niente: in America non esiste una legislazione d'emergenza,
non esistono regole d'emergenza: la Costituzione è una e non può
essere cambiata. La richiesta di Giuliani è stata avvertita come
una caduta di stile, e la stampa, il New York Times come il Wall
street Journal, non hanno mancato di rimproverarglielo.
Eppure le regole dell'economia sembrano infrante, almeno dal
punto di vista liberista. L'intervento dello Stato sull'economia
in crisi è stato pesante...
È vero. In questo campo gli aiuti concessi soprattutto alle compagnie
aeree non hanno precedenti; ma l'economia non c'entra coi principi
della Costituzione. E poi bisogna sconfiggere la paura della crisi,
della crisi economica.
Un'ultima domanda, professore: dopo l'attacco agli Usa ha mai
pensato di lasciare New York?
No, mai. All'inizio ero attonito, spaventato. Mi offersi come volontario
per lavorare agli scavi, ma ce n'erano già troppi; come donatore
di sangue, ma il problema era risolto. E poi - forse non ci crederà
- anche le minacce terroristiche di ulteriori, possibili attacchi,
qui le prendono con un fatalismo inaspettato, e anch'io faccio così:
come posso reagire altrimenti? In fin dei conti mi sembra che -
nonostante tutto - la reazione della nazione americana sia stata
molto matura: gli episodi di intolleranza contro gli arabi americani,
qui, sono stati davvero episodici, e non certo perché l'ha chiesto
Bush. Insomma: non mi sento del tutto tranquillo, ma non troverei
davvero ragioni sufficienti per lasciare la metropoli tanto americana,
la meno americana d'America.
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DA VICINO: LE TESTIMONIANZE DEI SOPRAVVISSUTI |
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Gli strazianti dettagli della vicenda umana dei passeggeri coinvolti
negli attacchi terroristici di ieri stanno emergendo oggi.
SOCCORSI A QUATTRO ZAMPE
Questa volta l'eroe di turno non indossa nessuna divisa. E' un eroe
a quattro zampe di tre anni di età. Una Labrador dal pelo
biondo, di nome Roselle che ha portato in salvo il suo padrone cieco
facendolo scendere per 78 piani all'interno di una delle Torri Gemelle.
"Lei è una dei nostri eroi", ha detto un anchorman sollevandola
e mettendola davanti alle telecamere. La storia è questa:
durante il primo attacco contro la Torre Nord di New York, Mike
Hingson si trovava all'interno del grattacielo. L'uomo, un non vedente
di 51 anni, si e' lanciato per le scale grazie all'aiuto della sua
cagnolina che lo ha fatto scendere senza paura, tra fumo e grida,
per 78 piani. "Non ha mai avuto un momento di esitazione, mai un
momento di panico. Gradino dopo gradino, lungo il muro mi ha portato
alla salvezza", ha raccontato Hingson.
FRATELLI
Una
donna irlandese di 45 anni e sua figlia di quattro muoiono nello
schianto contro una delle due Torri Gemelle dell'aereo dirottato
a bordo del quale si trovavano. Il fratello della donna appena entrato
nel World Trade Center al momento dell'attentato sopravvive miracolosamente.
È questa una delle tante storie di assurde coincidenze arrivate
da New York, colpita al cuore ieri da due devastanti attentati terroristici.
Secondo quanto raccontato dai familiari, Ruth McCourt e sua figlia
Juliana, di origine irlandese, erano partite ieri mattina da Boston
dirette a Los Angeles con il volo 175 dell'United Airlines, il primo
lanciato dai kamikaze contro le Torri Gemelle. Al momento dello
schianto, il fratello della donna, Ronnie Clifford, era appena entrato
nel World Trade Center: aveva da poco varcato la porta d'ingresso
al piano terra quando, racconta un altro fratello, John, "la donna
che si trovava appena davanti a lui è stata colpita da una palla
di fuoco". "Ronnie - racconta ancora il fratello, intervistato dalla
radio irlandese Rte - ha preso una sorta di tovaglia e l'ha buttata
addosso alla donna e mentre lo faceva ha sentito un'altra esplosione
e un sacco di gente trascinare lui e la donna fuori. Penso che lei
sia morta". John Clifford dice che la sua famiglia è devastata dalla
tragedia: "Vedere due aerei schiantarsi contro due edifici e poi
scoprire che a bordo c'erano tua sorella e tua nipote è una cosa
assolutamente terrificante". Ruth McCourt, originaria di Cork, nel
sud dell'Irlanda, viveva insieme alla figlia nel Connecticut.
INSIEME NEL VUOTO
L'ultimo
volo hanno voluto farlo insieme. Giù da una delle Torri, 300 metri
nel vuoto, mano nella mano verso la morte. Nessuno sa chi fossero,
ma decine di testimoni oculari sono certi di aver assistito all'epilogo
drammatico di una storia d'amore, nel giorno della strage. I corpi
dell'uomo e della donna che hanno scelto di morire uniti, mentre
precipitavano dal grattacielo in fiamme, sono scomparsi insieme
ai resti migliaia di altri, sotto le macerie delle Torri distrutte.
Da quelle macerie, all'indomani dell'attentato, escono per ora solo
brandelli irriconoscibili, arti, pietosi resti umani. Le scene delle
persone aggrappate alle finestre e costrette a scegliere tra due
morti certe, quella delle fiamme e quella del salto nel vuoto, hanno
sconvolto New York quanto i filmati che catturano il momento in
cui gli aerei si infilano dentro le Torri. "Saltavano dalle finestre,
uno dopo l'altro - racconta Nancy Joyner, un'addetta alle pulizie
del World Trade Center - prima uno, poi due, poi decine di corpi".
Edwin Moore, un muratore che stava lavorando in un cantiere vicino,
aggiunge un altro frammento dell'orrore: "Ho visto un uomo che ha
tentato di scendere aggrappandosi alle pareti esterne del grattacielo.
Ha resistito scivolando forse per tre piani, poi e' volato giù.
Era sicuramente oltre l'80mo piano". Dentro i grattacieli, pochi
minuti prima del crollo, i vigili del fuoco raccontano di aver sentito
"urla indescrivibili". "Si sentiva la gente gridare, dai piani più
alti - racconta Matt Tansey, 27 anni - ma improvvisamente abbiamo
cominciato a sentire un altro rumore. L'acciaio che si piegava,
un rombo come di un terremoto e di un'esplosione uniti insieme".
"Abbiamo sentito il grattacielo accartocciarsi su se stesso - dice
un altro pompiere, Mike Miraglia - e siamo fuggiti. Mentre la gente
lassù gridava, gridava... Non dimenticherò mai quelle urla".
ULTIMI SQUILLI
"Aiuto,
ci stanno sgozzando!" Barbara Olson, ex procuratore federale e commentatore
politico conservatore, la giornalista che ha chiamato il marito
sul suo cellulare nei drammatici minuti del dirottamento del volo
per Los Angeles precipitato sul Pentagono, sarebbe dovuta partire
lunedì, ma aveva deciso di rinviare la partenza di un giorno per
fare colazione con il marito il giorno del compleanno di lui. È
stata lei, nella sua prima telefonata, a riferire che i dirottatori,
armati solo di coltelli, avevano fatto spostare tutti i passeggeri
nella coda del velivolo. Oltre alla Olson, che ha chiamato il marito
Ted, avvocato dello stato, per chiedergli assistenza, mentre era
in corso il dirottamento dell'aereo che si è schiantato sul Pentagono
("Che cosa devo dire al pilota di fare?", sono state le sue ultime
parole), anche Mark Bingham, 31 anni, che si trovava sul volo precipitato
vicino Pittsburgh, ha chiamato la madre per dirle: "Volevo farti
sapere che ti voglio bene". "Gli ho risposto che gli volevamo bene
tutti", ha raccontato la madre Alice. "Dei quattro aerei dirottati
il suo è il solo a non aver raggiunto l'obiettivo che i terroristi
si erano prefissati - ha aggiunto. - La nostra sola consolazione
è pensare che Mark possa essere riuscito ad opporsi a quella gente".
Un altro passeggero del volo precipitato in Pennsylvania era riuscito
a chiudersi nella toilette dell'aereo e aveva chiamato il 911, il
numero delle emergenze, dando l'allarme sul dirottamento. La trascrizione
della telefonata, che riassume gli ultimi minuti di vita del passeggero,
è al vaglio dell'Fbi.
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SOLIDARIETA': I SOCCORSI E IL BILANCIO DELLE VITTIME |
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NY.com,
il sito della città di New York, mette a disposizione un
DataBase che contiene la lista dei superstiti al crollo del World
Trade Center.
È aggiornata ogni mezz'ora, e permette agli utenti di rintracciare
le persone eventualmente scomparse. Una lista di vittime e dispersi
anche sul
sito della CNN.
L'ultimo bilancio dell'attacco contro le torri gemelle di New York
è di 5.366 persone scomparse. Secondo i dati forniti dalla
polizia della città al "Ground zero" sono stati recuperati 380 corpi,
di cui 321 sono stati indentificati. La società che ha perso il
maggior numero di dipendenti è la cantor Fitzgerald, con 700 vittime.
A questa seguono il dipartimento dei pompieri di New York, con 343
morti; la compagnia di assicurazioni Marsh and McLennan, con 315
dipendenti finiti sotto il crollo; la Aon con 200 scomparsi. L'attentato
al World Trade Center ha provocato danni per almeno 105 miliardi.
Secondo il Dipartimento della Difesa il bilancio delle vittime del
pentagono e' di 126 persone scomparse.
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| GLI
ATTENTATORI |
| American
Airlines 11 (torre nord del World Trade Center) |
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Abdulaziz Alomari
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Mohammed Atta
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Satam al Suqami
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Waleed m alshehri
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Wall m alshehri
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| United
Airlines 175 (torre sud del World Trade Center) |
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Ahmed Alghamdii
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Fayez Banihammad
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Hamza Alghamdi
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Marwan Shehhi
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Mohand Alshehri
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| American
Airlines 77 (Pentagono) |
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Hani Hanjur
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Kalid Almidhar
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Majed Moqed
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Nawaf Alhazmi
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Salem Alhazmi
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| United
Airlines 93 (caduto in Pennsylvania) |
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Ahmed al Aznawi.
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Ahmed Alnami
|
Saeed Alghamdi
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Ziad Samir Jarrahi
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