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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| SME: NON UNA MA PIU' OFFERTE |
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| Il 6 giugno, il ministero delle
Partecipazioni statali chiede all'IRI di approfondire tutte
le offerte ricevute e di comunicare il suo orientamento entro
il 13 giugno. Il 13, il Cda IRI si riunisce e scrive al ministro
delle Partecipazioni statali Clelio Darida, sollecitandolo:
"la mancanza di espresse determinazioni" del ministero
non rendeva di per sé applicabile il principio del silenzio-assenso,
il governo doveva pronunciarsi con direttive precise. "La
pioggia di offerte per la Sme ci mise in crisi - racconterà
15 anni dopo lo stesso Darida - Questa storia, infatti, nasce
da un errore di Prodi sul quale si cumulò un errore mio
come ministro sorvegliante: dovevo subito dirgli di no. Invece
all'inizio pensammo, sbagliando, di poter vendere una finanziaria
come la Sme a trattativa privata".
La questione è ormai politica: da una parte la sinistra
DC di De Mita, che vuole cedere la Sme alla Buitoni, dall'altra
il PSI del presidente del Consiglio Bettino Craxi e di Giuliano
Amato, che preferiscono vendere alla cordata Berlusconi-Ferrero-Barilla.
"Amato mi rappresentò che Craxi era irritatissimo
- racconterà ancora Darida - Ma Amato è persona
gentile e non usò mai toni intimidatori, che comunque
io non avrei accettato. In realtà, mi disse anche che
Craxi proponeva una commissione parlamentare di indagine sulla
Sme: e questo non è quanto di più piacevole
nei rapporti tra un ministro e il suo presidente del Consiglio.
Infine Craxi mi scrisse che, se si fosse creato un conflitto
istituzionale tra lui e me, il ministro avrebbe dovuto dimettersi".
A Darida non resta che agire: il 15 giugno il ministro delle
Partecipazioni statali firma un decreto che cambia la procedura
di silenzio-assenso "in materia di autorizzazioni per
la cessione di partecipazioni da parte degli enti di gestione".
Ovvero, per vendere la Sme ci vuole un esame comparato delle
offerte presentate.
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| L'accordo Prodi - De Benedetti,
tuttavia, contiene una clausola - trappola per l'Ingegnere:
l'esecuzione del contratto dipende dall'ok del Cda dell'IRI... |
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20 giugno 1985: la Buitoni contrattacca,
l'affare sta sfumando. De Benedetti chiede al tribunale
di Roma il sequestro cautelativo delle azioni Sme in
mano all'IRI. 24 giugno 1985...
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| La Sme, intanto, è più
sana: già nell' '86 è tornata in utile per
70,5 miliardi di lire. Nell' '87 si raggiungono i 78,2
miliardi di utile e i 3719 miliardi di fatturato.... |
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