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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| SME: UN GIGANTE CHE ATTIRAVA MOLTI APPETITI |
Il 19 luglio 1986, una sentenza della prima
sezione del tribunale civile di Roma apre il caso. Il contratto
per la cessione della Sme, la finanziaria alimentare nelle mani
dello Stato, alla Buitoni di Carlo De Benedetti è sostanzialmente
nullo. La privatizzazione di uno dei bocconi più appetibili
della presenza pubblica nel economia italiana prende un'altra
direzione. Quindici mesi prima, il 29 aprile del 1985, l'allora
presidente dell'IRI (poi presidente del Consiglio ed attuale
presidente della Commissione europea) Romano Prodi e il presidente
della Buitoni avevano trovato un accordo: Buitoni acquistava
la partecipazione dell'IRI nella Sme per 497 miliardi di lire
(256 milioni di euro di allora).
E' un passaggio chiave che conclude un'operazione iniziata da
De Benedetti un anno prima. Con un'audace colpo di scena, l'ingegnere
dell'Olivetti ha bruciato sul tempo i francesi di BSN Gervais
Danone, sicuri si avere l'affare in tasca grazie all'appoggio
di Mediobanca, e si è assicurato la Buitoni. Un gruppo
la cui situazione finanziaria non è fiorente ma che già
a fine '85 metterà a bilancio un attivo di 448 milioni
di lire rispetto ai forti passivi del biennio precedente e che
conta su un fatturato consolidato di 1176,6 miliardi di lire.
Il disegno di De Benedetti è semplice quanto ambizioso:
creare un polo alimentare italiano privato, di dimensioni tali
da poter rivaleggiare con i grandi concorrenti stranieri, cedendo
eventualmente alcuni brand con un abile spezzatino azionario.
Buitoni punta la Sme per questo: con 3mila miliardi di lire
di fatturato e 18mila dipendenti, Sme controlla marchi di prestigio
come Cirio, Motta Alemagna, Bertolli, Charms, Sanagola. Offre
accesso al settore alimentare ma anche della distribuzione (GS
supermercati) e della ristorazione (Autogrill). Un progetto
che non può non ricevere avvallo politico per andare
in porto.
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| L'accordo Prodi - De Benedetti,
tuttavia, contiene una clausola - trappola per l'Ingegnere:
l'esecuzione del contratto dipende dall'ok del Cda dell'IRI... |
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| Il 6 giugno, il ministero delle
Partecipazioni statali chiede all'IRI di approfondire
tutte le offerte ricevute e di comunicare il suo orientamento
entro il 13 giugno... |
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20 giugno 1985: la Buitoni contrattacca,
l'affare sta sfumando. De Benedetti chiede al tribunale
di Roma il sequestro cautelativo delle azioni Sme in
mano all'IRI. 24 giugno 1985...
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| La Sme, intanto, è più
sana: già nell' '86 è tornata in utile per
70,5 miliardi di lire. Nell' '87 si raggiungono i 78,2
miliardi di utile e i 3719 miliardi di fatturato.... |
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