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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| Carlo Taormina |
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Carlo Taormina Romano, sessantaduenne,
è figlio d'arte: suo padre era un avvocato della comunità ebraica
della capitale, scampato all'eccidio delle Fosse Ardeatine.
A soli 22 anni si laurea in giurisprudenza, fino al 1974 è magistrato
a Latina: fino a quando vince il concorso per diventare docente
universitario di procedura penale. Materia che insegna all'Università
di Macerata, Messina, Roma. Penalista di successo, nella sua
trentennale carriera forense difende, fra gli altri, molti inquisiti
nei processi di Tangentopoli: Bettino Craxi, Giuseppe Cerciello.
Ma è protagonista anche nei processi a Calogero Mannino, Antonio
Gava, Claudio Vitalone, Annamaria Franzoni.
Nel '96 non è eletto nelle liste di Forza Italia per appena
54 voti. Nel secondo governo Berlusconi è costretto a dimettersi
dalla carica di sottosegretario agli Interni, investito da polemiche
feroci sul suo doppio ruolo istituzionale e professionale, in
qualità di difensore del premier Silvio Berlusconi. |
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