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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| 2002 - Berlusconi ricusa i giudici |
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Il 29 ottobre la difesa
del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi presenta istanza
di ricusazione contro l' intero collegio della prima sezione
del Tribunale Penale di Milano: è la risposta all'iniziativa
dei giudici nell'ambito dello stralcio sul falso in bilancio,
con la quale viene chiamata in causa la Corte Europea di Giustizia
perché valuti la corrispondenza della legge italiana
in materia di reati societari con la normativa comunitaria,
sollevando un eccezione di costituzionalità della legge
sul falso in bilancio. Secondo i legali di Berlusconi, in questa
iniziativa del Tribunale si legge una anticipazione di giudizio.
Il caso passa alla quinta Corte d' Appello, dopo che la Procura
Generale avrà fornito il suo parere. Per la seconda volta,
dopo la richiesta di ricusazione presentata ad inizio 2002 nei
confronti del giudice Guido Brambilla, i legali sollevano dubbi
sull'imparzialità del giudizio: l'iniziativa, questa
volta, riguarda tutti e tre i componenti del Tribunale (presidente
Luisa Ponti, giudici Guido Brambilla e Carmen D'Elia), impegnato
da quasi tre anni nel processo.
''Basta leggere il provvedimento del tribunale - spiega l'avv.Ghedini
che difende Berlusconi - e si può comprendere come secondo
il tribunale di Milano essendo sussistente il falso in bilancio
ai fini di procurarsi la provvista a scopo corruttivo, è
evidente che si ritiene sussistente anche la corruzione: è
come se il tribunale di Milano avesse già anticipato
il proprio convincimento sull'altro procedimento, è come
se avessero detto la corruzione c'è''. L'istanza di ricusazione,
dopo il parere della Procura Generale passerà al vaglio
della quinta Corte d'Appello di Milano, che metterà un
giudizio di sull'ammissibilità o di merito. Lo stesso
collegio, cioè, potrebbe decidere sulla inammissibilità
(e in tal caso non sarebbe necessaria la Camera di Consiglio)
oppure nel merito, attraverso una regolare udienza. |
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Quasi tutte le precedenti istanze di ricusazione presentate
nell'ambito dei processi Imi-Sir/Lodo Mondadori e Sme sono
state dichiarate inammissibili. La Corte d'Appello deve valutare
se nelle motivazioni con cui il Tribunale ha disposto di chiedere
una pronuncia alla Corte di Giustizia Europea di Strasburgo
siano ravvisabili argomentazioni tali da poterle interpretare
come una anticipazione del giudizio nel merito. La pendenza
dell'istanza non blocca comunque il processo, che riprende
il 9 novembre con la deposizione degli ultimi testimoni citati
dalla difesa. Il 6 novembre, però, i giudici della
Corte d'Appello di Milano, dichiarano l'istanza di ricusazione
presentata dai legali di Silvio Berlusconi ''inammissibile
per totale carenza dei presupposti richiesti dalle norme in
tema di ricusazione''.In particolare, ''il Tribunale non ha
espresso alcun pregiudizio colpevolista nei confronti del
ricusante né la propria convinzione in ordine alle
ipotetiche responsabilità dello scrivente nel processo
per corruzione''. E ancora, 'il Tribunale - si legge nella
sentenza di rigetto - ha solo espresso l'opinione di non essere
in grado di decidere la questione di costituzionalità
senza prima avere chiarimenti dalla Corte Europea su tre punti
controversi''. Per i giudici, inoltre, il Tribunale ''ha solo
espresso la propria opinione tecnica-giuridica, condivisibile
o meno, su una fattispecie astratta di falso in bilancio''.
E, quindi, ''leggere tra le righe delle espressioni adoperate
dal Tribunale e ravvisare un pregiudizio ostile significa
attribuire apoditticamente ai giudici una volontà colpevolista
che essi non hanno affatto inteso esprimere''. Motivazioni
che riprendono le argomentazioni del parere della Procura
Generale, che aveva chiesto di rigettare l' istanza dichiarandola
inammissibile.
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| A novembre del 99 il gup del Tribunale
di Milano rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, Cesare
Previti, Attilio Pacifico, Renato Squillante ... |
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| Lo scontro fra la Procura e la
difesa è durissimo fin dalle prime udienze del
dibattimento, con il rigetto del tribunale dell'istanza
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Il 3 aprile 2001 Renato Squillante,
l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori.
I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano
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| L'anno si apre nel segno della polemica
politica: al centro delle numerosissime dichiarazioni
di esponenti dei partiti, il caso Brambilla... |
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| Con il processo temporaneamente
sospeso in attesa della decisione della Cassazione sulla
richiesta di rimessione per legittimo sospetto presentata
dai legali... |
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