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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| 2002 - Previti: Brambilla non può continuare |
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Il
4 gennaio il presidente della Corte d'Appello di Milano, Giuseppe
Grechi, chiede chiarimenti al ministero della Giustizia: quando
dovrà essere trasferito al tribunale di sorveglianza
il giudice Brambilla? L'8 gennaio il ministero risponde: immediatamente.
Ma il giorno prima il 7 gennaio, Previti
attraverso i suoi legali ha chiesto la ricusazione dello stesso
Brambilla ''quale componente del collegio giudicante'' nel processo
Sme-Ariosto. A giudizio di Previti, ''è evidente come
si tratti di soggetto radicalmente incompatibile con la permanenza
in quel collegio giudicante, poiché non più funzionalmente
assegnato al tribunale ordinario di Milano''. E ''l'atteggiamento
del dottor Brambilla, nell' insistere pervicacemente ad esercitare
le funzioni presso il tribunale ordinario di Milano, a fronte
di una situazione da lui obiettivamente creata con la sua richiesta
di trasferimento e dopo l'avvenuta consapevolezza della illegittimità
del suo permanere in quelle funzioni, configura quel consolidato
principio più volte riaffermato dalla Corte Costituzionale
di giudice che non appare più indifferente al processo
cui partecipa''.
La vicenda Brambilla divide il mondo politico, ma anche gli
ambienti della giustizia italiana: per Vincenzo Caianiello,
presidente emerito della Corti Costituzionale, l'unica soluzione
è il trasferimento del processo in altra sede. La bufera
politica infuria più che mai, tanto che interviene
perfino l'Osservatore Romano.
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Il quotidiano della Santa Sede critica quella ''parte della
magistratura'' che alimenta ''il grave conflitto tra poteri
istituzionali'' e afferma che si è ''aggravata'' la
situazione per cui la ''meritoria lotta alla corruzione''
si è trasformata in ''giustizia spettacolo'' e ''ricerca
del consenso da parte di taluni magistrati''. Il processo
Sme-Ariosto ''è ormai divenuto un caso politico -giudiziario.
Al di là delle valutazioni tecnico-giuridiche e degli
scambi di accuse tra schieramenti, - scrive l'Osservatore
romano - sembra imporsi una considerazione di fondo: il processo
milanese ha riaperto con virulenza quello scontro politico
al quale purtroppo non si sottrae una parte della magistratura''.
Brambilla resta
Il 9 gennaio 2002 la Procura generale respinge l'istanza di
ricusazione di Brambilla. Non c'è illegittimità
nella posizione del giudice della prima sezione penale, né
si ravvisa pervicacia comportamentale nel suo permanere al
suo posto nel collegio del processo. Il 10 gennaio il presidente
della Corte d'Appello di Milano conferma questa decisione:
il giudice Guido Brambilla può continuare a lavorare
al processo Sme, nonostante il suo trasferimento al Tribunale
di sorveglianza.
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| A novembre del 99 il gup del Tribunale
di Milano rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, Cesare
Previti, Attilio Pacifico, Renato Squillante ... |
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| Lo scontro fra la Procura e la
difesa è durissimo fin dalle prime udienze del
dibattimento, con il rigetto del tribunale dell'istanza
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Il 3 aprile 2001 Renato Squillante,
l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori.
I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano
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| L'anno si apre nel segno della polemica
politica: al centro delle numerosissime dichiarazioni
di esponenti dei partiti, il caso Brambilla... |
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| Con il processo temporaneamente
sospeso in attesa della decisione della Cassazione sulla
richiesta di rimessione per legittimo sospetto presentata
dai legali... |
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