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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| 2001 - I 4 vizi del processo |
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Previti,
appena riconfermato parlamentare nelle liste di Forza Italia,
elenca una serie di "episodi sconcertanti" che lo
hanno riguardato. A partire dal reato di cui è accusato,
previsto dall'art.319 ter del Codice Penale, che punisce la
corruzione dei giudici. Quando fu introdotto prevedeva la sola
condanna del giudice corrotto e non del suo corruttore.
1) ''Sono processato - spiega Previti - per un reato che non
esiste, non essendo prevista dalla legge la possibilità
della condotta nel periodo indicato nel capo di imputazione.
Sul punto questo tribunale, più volte rivestito della
questione, insuperabile, si è trincerato dietro soluzioni
aberranti, quali la 'irragionevolezza' della mancata previsione
normativa o l' interpretazione analogica di 'malam partem'''.
2) Di più, Previti riprende il tema della competenza
del foro milanese: il processo ''per fatti attribuiti a magistrati
romani residenti a Roma, viene mantenuto a Milano, nonostante
- afferma - l'evidente incompetenza di questo tribunale che,
dopo aver accettato la modifica dell'imputazione da parte del
Pm, che ha contestato l' art.319 ter (quello appunto inesistente
per il sottoscritto), finge di ignorare l'efficacia attrattiva
che tale figura criminosa, per la sua maggiore gravità,
esercita ai fini della competenza sugli altri reati contestati''.
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3) ''Sin dalle prime battute del processo, il tribunale -
protesta ancora l'on. Previti - ha totalmente ignorato che
gran parte della documentazione dell'accusa è del tutto
inutilizzabile, essendo stata acquisita in violazione di precise
regole di un trattato internazionale espressamente recepito
dal nostro Codice di procedura penale. Il tribunale si è
rifiutato di rendere note le ragioni che lo inducono a seguire
un ritmo così sostenuto delle udienze in questo processo
che, oltre a me, vede imputato l' on. Berlusconi, prossimo
presidente del Consiglio; il tribunale non ha neppure spiegato
se in tale processo è fissata una cadenza diversa da
quella che normalmente viene seguita in altri processi".
4) "In questo processo- tuona Previti - vengono sentite
decine di testimoni su fatti di circa 30 anni fa che riguardano
la mia vita professionale e privata e che non hanno nulla
a che vedere con il capo di imputazione''. Insomma, "il
processo - secondo Previti - è stato di fatto trasformato
in una sorta di anomalo scandaglio o di perverso strumento
di indagine permanente sulla mia persona, piuttosto che su
fatti di reato specificamente individuati, che tra l' altro
non risultano neppure contestati nel capo di imputazione".
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| A novembre del 99 il gup del Tribunale
di Milano rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, Cesare
Previti, Attilio Pacifico, Renato Squillante ... |
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| Lo scontro fra la Procura e la
difesa è durissimo fin dalle prime udienze del
dibattimento, con il rigetto del tribunale dell'istanza
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Il 3 aprile 2001 Renato Squillante,
l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori.
I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano
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| L'anno si apre nel segno della polemica
politica: al centro delle numerosissime dichiarazioni
di esponenti dei partiti, il caso Brambilla... |
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| Con il processo temporaneamente
sospeso in attesa della decisione della Cassazione sulla
richiesta di rimessione per legittimo sospetto presentata
dai legali... |
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