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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| 2001 - Legalità costituzionale travolta |
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Per Gaetano Pecorella
e Niccolò Ghedini,
difensori di Silvio Berlusconi ''la decisione del Tribunale
di Milano è un vero e proprio schiaffo alla Corte Costituzionale.
Da quando esiste la Corte, quasi cinquant'anni, - hanno dichiarato
i due avvocati - non è mai accaduto che un giudice disapplicasse
in modo così radicale una decisione dell'organo chiamato
a garantire la legalità costituzionale''. Per i due legali
il Tribunale di Milano ha "addirittura creato il nuovo
istituto della nullità innocua per salvare un'ordinanza
del giudice dell'udienza preliminare emessa, secondo la Corte
stessa, con eccesso di potere''. Ma la vicenda non finisce qui:
per l'avvocato della difesa Carlo
Taormina, divenuto nel frattempo sottosegretario all'Interno,
''sono stati commessi reati gravissimi. Si va in galera per
molto meno''. Taormina chiede che sia sottoposto al vaglio penale
''un provvedimento giudiziario che - a suo parere - è
in contrasto con tutto l'ordine costituzionale. Vi è
un dispositivo della Corte Costituzionale che doveva solo essere
applicato. Ciò incredibilmente non e' avvenuto.
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E' stata così delegittimata anche la Corte Costituzionale".
La polemica coinvolge tutte le forze politiche e minaccia
di trasformarsi in scontro istituzionale: Taormina è
costretto a dimettersi. Il 15 dicembre è la terza massima
carica dello Stato il presidente della Camera Pierferdinando
Casini, a dirsi "sconcertato" per la decisione del
tribunale di Milano. L'on Previti è presente in aula
alla Camera, ma i giudici non hanno concesso ai suoi legali
il rinvio richiesto delle udienze.
La polemica è ormai rovente, da più parti si
invoca l'intervento del Presidente della Repubblica. Per i
giudici milanesi, Previti, prima dell'inizio dell'udienza,
avrebbe dovuto fornire una 'certificazione di presenza' alla
Camera, nonostante fosse ''estremamente facile ottenerla e
trasmetterla secondo i mezzi consueti che la tecnica oggi
offre''. Il collegio segue la strada tracciata dai giudici
della IV sezione penale che avevano stabilito lo stesso principio
nell' ambito del processo Imi-Sir: deve essere l'imputato
- parlamentare a dare al Tribunale prova della sua presenza
alla Camera e non il Tribunale ad accertare se quanto dichiarato
dal deputato è vero. Il processo prosegue anche se
Previti è alla Camera dei Deputati. I giudici della
prima sezione penale del tribunale di Milano, inoltre, respingono
le eccezioni delle difese sull'impossibilità di utilizzare
i documenti giunti per rogatoria.
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| A novembre del 99 il gup del Tribunale
di Milano rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, Cesare
Previti, Attilio Pacifico, Renato Squillante ... |
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| Lo scontro fra la Procura e la
difesa è durissimo fin dalle prime udienze del
dibattimento, con il rigetto del tribunale dell'istanza
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Il 3 aprile 2001 Renato Squillante,
l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori.
I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano
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| L'anno si apre nel segno della polemica
politica: al centro delle numerosissime dichiarazioni
di esponenti dei partiti, il caso Brambilla... |
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| Con il processo temporaneamente
sospeso in attesa della decisione della Cassazione sulla
richiesta di rimessione per legittimo sospetto presentata
dai legali... |
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