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| Cirami e il legittimo sospetto |
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| 2001 - Il giorno di Prodi e Amato |
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Le udienze del 2001 finiscono con il botto di fine anno:
in aula compaiono come testimoni Romano Prodi, ai tempi dei
fatti contestati presidente dell'IRI, e Giuliano Amato, allora
sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo
Craxi. Prodi ricostruisce i passaggi principali della cessione
della Sme e ricorda che contattò Pietro Barilla ritenendo
l' azienda emiliana la più idonea all' affare. ''Mi
rispose - ha dichiarato Prodi - che non era per nulla interessato
se non a qualche ramo. Feci contattare Ferrero, ma anche lui
disse di non essere interessato'', mentre invece ''De Benedetti
si mostrò interessato''. Quando giunse la proposta
della Buitoni, quindi di De Benedetti, l'ex presidente dell'Iri
fu ''assolutamente entusiasta''.
Amato, invece, descrive i rapporti fra Craxi e De Benedetti,
considerato dal primo un amico dei suoi nemici comunisti.
L' ex presidente del Consiglio aggiunge: suggerii a Darida
di chiedere il parere del Cipi sulla cessione Sme.
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Sullo sfondo delle due deposizioni, la bagarre sui numeri:
quanto valeva la Sme? L'ex consigliere dell'IRI Massimo Pini,
in una intervista al Giornale, contesta la perizia Guatri-Poli
citata in aula. A suo giudizio, non può essere considerata
il punto di partenza per le trattative con De Benedetti e
la cessione della Sme. ''Quella perizia fu chiesta dalla stessa
Sme - dice Pini - ma non nella prospettiva di una cessione,
ma nella prospettiva di una fusione con altre aziende nell'ambito
del gruppo a seguito di una delibera dell'Iri datata 20 novembre
1984. In altre parole, la perizia venne commissionata non
per stabilire un prezzo di vendita della Sme, ma al contrario
per stabilirne il peso nell'ambito di rapporti di concambio
di azioni all'interno del gruppo''. A Prodi, che ha definito
disastrosa la situazione patrimoniale della Sme, risponde:
''Quando Prodi nell'interrogatorio, riferito all'anno 1984,
parla di un bilancio sostanzialmente passivo, c'è da
pensare che sia male informato. E' piuttosto improbabile che
in quell'anno la Sme fosse cosi' in deficit se poi sia nell'85,
sia nell'86 riuscì a produrre utili per 60 miliardi,
nell'87 per 119; nell'88 per 88,7, nel 89 per 97,6 e nel 1990
per 125 miliardi''. Quanto alla deposizione di Amato, su Craxi
e sul prezzo fissato dall'Iri, Pini la giudica vaga: ''Amato
dice e non dice. Invece dovrebbe chiaramente sapere e quindi
dire, che Craxi aveva già spedito al mittente l'offerta
di De Benedetti non perché' questi era legato ai suoi
avversari politici, ma perché riteneva che la cessione
della Sme a quelle condizioni, con l'intervento a sostegno
di De Benedetti da parte di Mediobanca, con gli sconti sui
debiti, fosse un colossale regalo''.
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| A novembre del 99 il gup del Tribunale
di Milano rinvia a giudizio Silvio Berlusconi, Cesare
Previti, Attilio Pacifico, Renato Squillante ... |
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| Lo scontro fra la Procura e la
difesa è durissimo fin dalle prime udienze del
dibattimento, con il rigetto del tribunale dell'istanza
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Il 3 aprile 2001 Renato Squillante,
l'ex capo dei Gip di Roma, torna sotto i riflettori.
I suoi legali ricusano i giudici del tribunale di Milano
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| L'anno si apre nel segno della polemica
politica: al centro delle numerosissime dichiarazioni
di esponenti dei partiti, il caso Brambilla... |
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| Con il processo temporaneamente
sospeso in attesa della decisione della Cassazione sulla
richiesta di rimessione per legittimo sospetto presentata
dai legali... |
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