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Il denaro, secondo la Procura, sarebbe entrato in contanti
sul conto Brusino dal quale sarebbe uscito per andare alla
All Iberian. Pochi giorni dopo, il 30 ottobre, i risultati
di questa rogatoria vengono depositati anche agli atti del
processo per falso in bilancio della All Iberian, che vede
imputato Silvio Berlusconi. All Iberian, società offshore
fondata negli anni '80, ha sede legale nelle Channel Islands,
possedimento della Corona inglese noto come paradiso fiscale.
Agli atti, i pm, depositano il documento di fondazione della
società, firmati da Giancarlo Foscale, manager Fininvest
e cugino di Silvio Berlusconi. Da All Iberian, o meglio dal
conto svizzero della società, parte inoltre un bonifico
bancario a beneficio del conto Polifemo della Sbs di Lugano:
l'importo è di 1 miliardo e 800 milioni di lire, dietro
garanzia di copertura della Silvio Berlusconi Finanziaria
di Lussemburgo. Il conto Polifemo è riconducibile a
Giuseppino Scabini, anch'egli, come detto, manager Fininvest.
Da questo conto i soldi passano al conto Mercier della banca
Hentsch: conto aperto in Svizzera da Cesare Previti. Meno
della metà dell'importo, 500 milioni di lire, sostengono
i pm, vengono girati da Previti sul conto Pavone, con un riferimento
singolare: Oceano. Da qui, ancora secondo i documenti avuti
dalla pubblica accusa dalle banche svizzere, i 500 milioni
arrivano al conto Master del giudice romano Filippo Verde.
Un altro conto aperto in Svizzera da Scabini, il conto Ferrido
del Credito Svizzero di Chiasso, è stato il tramite,
invece, per il passaggio di denaro, 434.404 dollari, sul conto
Mercier di Previti. Dal quale, peraltro, la stessa somma esce
per arrivare sul conto Rowena presso la Società Bancaria
Ticinese, intestato al capo dei giudici istruttori di Roma,
Renato Squillante. Sul conto, dirà la banca svizzera
ai magistrati elvetici interpellati dai colleghi di Milano,
sono depositati 9 miliardi di lire. Soldi che la difesa della
famiglia Squillante spiega come risultato di oculate speculazioni
di borsa. "Quello era uno dei tanti bonifici che mandavo
all'avvocato Pacifico quando dovevo trasferire dei soldi in
Italia - spiegherà Previti in un'intervista a Repubblica
il 24 ottobre 1997- li spedivo al suo conto di Lugano e lui
mi consegnava i contanti a Roma. Di operazioni di quel genere
ce ne saranno trenta su quel conto. È stata la banca
di Pacifico a mandarli a Squillante, per una pendenza che
c'era tra i due. (
) In quel periodo lavoravo molto per
il comparto estero della Fininvest, e sul mio conto entravano
diversi pagamenti, il totale credo che sia di 13 miliardi".
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