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NASSIRIYA
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12 novembre 2003, l'attentato al contingente italiano

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12 NOVEMBRE 2003 - LE VITTIME

A causa dell'attentato di Nassirya sono morte 27 persone. Otto di loro erano iracheni, cinque i bambini. L'elenco che proponiamo è costituito dai nomi delle 19 vittime italiane.

- Domenico Intravaia, di 46 anni, di Monreale (Palermo), appuntato dei carabiniere, in servizio al Comando Provinciale di Palermo. Lascia la moglie e due figli di 16 e 12 anni. Era partito per l'Iraq quattro mesi fa e sarebbe dovuto rientrare tre giorni dopo l'attentato.

- Alfio Ragazzi, di 39 anni, in servizio a Messina, maresciallo dei carabinieri, in servizio al Reparto Investigazioni Scientifiche (Ris) di Messina. Era specializzato in tecniche di sopralluogo e rilevamento, il suo compito a Nassiriya era quello di istruire la polizia locale. Lascia la moglie e due figli.

- Giovanni Cavallaro, di 47 anni, originario della provincia di Messina, da diversi anni residente a Nizza Monferrato (Asti), maresciallo dei carabinieri, in servizio al Comando provinciale di Asti. Reduce da altre missioni in Kosovo e Macedonia, era soprannominato Serpico. Si stava preparando per il ritorno a casa dove lascia la moglie e la figlia di 4 anni.

- Daniele Ghione, di 30 anni, di Finale Ligure (Savona), maresciallo dei carabinieri, in servizio nella compagnia Gorizia. Si era sposato poco più di un anno fa.

- Silvio Olla, 32 anni, Isola di Sant' Antioco (Cagliari), sottufficiale della Brigata Sassari. Era in forza alla cellula Pubblica Informazione. Viene da una famiglia di militari, Ruggero Olla, il padre, è maresciallo dell'Esercito, e Francesco, il fratello, ufficiale dei carristi a Teulada.

- Enzo Fregosi, di 56 anni, ex comandante dei Nas di Livorno, dove lascia la moglie e due figli. Stava per rientrare in Italia.

- Alfonso Trincone, di 44 anni, carabiniere in forza al NOE - Nucleo operativio ecologico. Lascia la moglie e i tre figli.

- Massimiliano Bruno, 40 anni, originario di Bologna, maresciallo dei carabinieri in forza al Racis (Raggruppamento Investigazioni scientifiche) residente a Civitavecchia dove viveva con la moglie.

- Giuseppe Coletta, di 38 anni, originario di Avola (Siracusa), ma da tempo residente a San Vitaliano, in Campania, vicebrigadiere dei carabiniere, in servizio al Comando Provinciale di Castello d Cisterna (Napoli). Lascia la moglie e la bambina di due anni.

- Ivan Ghitti, di 30 anni, milanese, carabiniere di stanza al 13° Reggimento Gorizia. Era alla sua quarta missione di pace all'estero, dopo essere stato tre volte in Bosnia. Lascia i genitori e una sorella.

- Massimo Ficuciello, 35 anni, tenente dell'esercito, figlio del generale Alberto Ficuciello. Funzionario di banca, aveva chiesto di poter tornare al servizio attivo per partecipare alla missione "Antica Babilonia"

- Orazio Majorana, di 29 anni, di Catania, carabiniere scelto, in servizio nel battaglione Laives-Leifers di Bolzano.

- Andrea Filippa, 33 anni, carabiniere scelto, cresciuto a Rivalta, nel Torinese, era nell'Arma dall'età di 19 anni. Aveva trascorso gli ultimi otto anni della sua vita all'estero: Bosnia, Kosovo, Guatemala e Iraq, le sue missioni. Lascia la giovane moglie.

- Filippo Merlino, 40 anni, maresciallo. Aveva fatto parte della squadra di sicurezza dell'ambasciata italiana a Mosca; nel 1999 era stato impegnato a Durazzo, in Albania, e nel 2000 e 2002 era in missione a Pristina, nel Kosovo. Abitava con la moglie e il figlio dodicenne.

- Emanuele Ferraro, 28 anni, caporal maggiore scelto, di stanza nel sesto reggimento trasporti di Budrio, in provincia di Bologna.

- Alessandro Carrisi, 23 anni, originario di Trepuzzi, in provincia di Lecce. Faceva parte del sesto Reggimento Trasporti di Budrio. E' morto nell'attentato kamikaze a Nassiriya mentre scortava una troupe cinematografica.

- Piero Petrucci, 22 anni, di Casavatore (Napoli), caporalmaggiore. Il suo nome si è aggiunto alla lista delle perdite dopo che, ferito gravemente nell'attacco kamikaze alla base italiana, gli è stata decretata la morte cerebrale: i suoi genitori hanno deciso di staccare le macchine che lo tenevano in vita e donare i suoi organi.

- Stefano Rolla, 65 anni, regista, stava girando un documentario. Nato a La Spezia, sposato, due figli, aveva lavorato come sceneggiatore, regista, produttore esecutivo, in Italia e negli Stati Uniti.

- Marco Beci, 43 anni, funzionario addetto alla cooperazione, era nato a Pergola, nelle Marche, dove viveva con la moglie e i tre figli.

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