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Cosa occorre fare per aumentare la competitività del nostro paese

 
 
 
 
 
 

 

 


27 febbraio 2004

Cosa occorre fare per aumentare la competitività del nostro paese

Gli economisti chiamano "politica industriale" l'insieme di misure che hanno la finalità di sostenere il sistema produttivo nazionale, compatibilmente con le regole comunitarie ed internazionali che vietano gli aiuti di Stato.

Da più parti viene segnalata l'assenza di una politica industriale nel nostro paese, sebbene va detto che in alcuni settori le autorità pubbliche fanno un buon lavoro, come è il caso dell'Ice (Istituto del Commercio estero), e degli altri istituti che sostengono le imprese italiane nei mercati esteri (la Sace, che assicura i crediti da export, la Simest, che finanzia le joint venture all'estero).

Ma questo non basta. Cosa si può fare allora per migliorare il contesto produttivo nazionale?

Le risposte purtroppo non sono semplici, né di immediata attuazione, ma è probabile che lo sviluppo passi per queste strade:

1) Investimenti in alcune tecnologie di grande impatto nel futuro: si fa riferimento alle tecnologie dell'idrogeno che influenzeranno molti settori economici (trasporto, energia, chimica), alle biotecnologie (farmaceutica e sanità), alle tecnologie spaziali (che possono avere un forte impatto economico per l'utilizzo commerciale dello spazio), ed energetiche. L'Italia non manca di cervelli, ma non si fa nulla per promuovere la loro attività (vedi recenti riforme dell'università e dei centri di ricerca pubblici e stanziamenti pubblici).

2) Sviluppo delle risorse umane: l'Italia ha il più basso tasso di laureati rispetto agli altri paesi (10% della popolazione attiva, invece di una media del 20% degli altri paesi sviluppati), e la cultura costituisce un valore socialmente sottostimato (es. vedi i palinsesti televisivi, ricchi di programmi di scarso o nessun contenuto culturale). Un maggior spazio nei programmi di studio delle materie economiche e scientifiche potrebbe dunque aiutare la crescita del sistema Paese.

3) Rafforzamento della legalità (es. semplificazione dei processi, inasprimento delle pene): finché un operatore economico può fare più soldi attraverso truffe, evasione fiscale, lavoro nero, piuttosto che lavorando seriamente per rafforzare l'impresa, alcuni di questi operatori (quelli disonesti) sono portati a seguire queste scorciatoie, con danno degli operatori onesti che si trovano di fronte a concorrenti sleali; non solo, ma la difficoltà a contrastare fenomeni come il racket indebolisce il settore produttivo, che è portato a limitare la propria crescita.

4) Rafforzamento della credibilità del Paese: le politiche industriali sono oggi sempre più frutto della diplomazia, in quanto le alleanze hanno successo solo se effettuate con partner internazionali; l'uscita da consorzi internazionali (es. Airbus 400A), e atteggiamenti irriguardosi verso gli stranieri (es. anche contro i turisti tedeschi) non aiutano certo il Paese ad affermarsi nei mercati internazionali.



 
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