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Le ragioni per cui le pensioni sono sempre oggetto di riforme

 

 

13 maggio 2004

Le ragioni per cui le pensioni sono sempre oggetto di riforme

La riforma previdenziale trova origine in numeri: gli enti previdenziali incassano 150 miliardi di euro di contributi l'anno, e pagano 210 miliardi di euro in pensioni, con la differenza di 60 miliardi di euro l'anno, a carico delle finanze pubbliche.

Questo sistema è sostenibile nel momento in cui si accetta di pagare tasse per coprire questo deficit. Non è certo possibile ridurre le tasse e lasciare inalterato il sistema previdenziale.

Le ragioni del deficit previdenziale si spiegano sostanzialmente per 2 circostanze:

1) è cambiata la composizione demografica della società italiana: oggi vi sono molti più anziani di qualche decennio fa. Basti pensare che gli anziani (ossia le persone con età superiore a 65 anni) sono ora circa il 18% della popolazione, mentre nel 1961 erano esattamente la metà, ossia il 9% della popolazione. Insomma oggi i pensionati sono 16,4 milioni (a fronte di circa 22 milioni di lavoratori), e ricevono mediamente una pensione di circa 11.000 euro l'anno, ma ben 5,2 milioni di pensionati ricevono meno di 6.000 euro l'anno;

2) l'Italia ha un elevato debito pubblico che non consente incrementi di spesa pubblica: sono 1.380 i miliardi di euro di debito pubblico, che diviso per i 57 milioni di cittadini italiani, ne risulta che ciascuno italiano (compresi i bambini e gli anziani) ha circa 24.000 euro di debito pubblico (a testa).


 


 
 
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