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Quali sono i punti di debolezza del sistema Italia I punti di debolezza dell'Italia sono costituiti dai settori ad alta tecnologia (es. chimica e farmaceutica, informatica, prodotti di elettronica) e media tecnologia (mezzi di trasporto). E' clamoroso inoltre che si registrino deficit nel settore alimentare, dove il nostro paese ha una forte tradizione, riconosciuta internazionalmente. Va poi segnalata l'eccessiva dipendenza da altri paesi per l'approvvigionamento di energia, che costituisce una fonte di costi rilevante. In un'economia sempre più globale e competitiva risultano particolarmente dannose due caratteristiche del sistema produttivo italiano: l'assenza di molte grandi aziende, e la scarsa capacità di effettuare ricerca scientifica e tecnologica. In Italia vi è stata inoltre l'anomalia che le principali grandi aziende erano dello Stato, che ha dovuto venderle per rispetto della normativa comunitaria sulla concorrenza, che impedisce gli aiuti di Stato, e prescrive la liberalizzazione, ossia la presenza di più operatori privati nello stesso mercato. Nel processo di privatizzazione, molte aziende italiane sono state acquistate da operatori esteri (è il caso delle catene della grande distribuzione, dei marchi alimentari), o da soggetti nazionali, spesso più interessati a guadagni nel breve termine, piuttosto che a rafforzare strategicamente le imprese. Il Ministero delle attività produttive segnala, nel suo rapporto del febbraio 2003 "L’economia industriale italiana: tendenze, prospettive, politiche", ulteriori cause di debolezza quali il deficit infrastrutturale, la rigidità del mercato del lavoro, l'eccessiva regolamentazione ambientale, la scarsa informatizzazione delle imprese, le banche e il sistema finanziario, la pressione fiscale, nonché gli effetti di privatizzazioni e liberalizzazioni. Si tratta di questioni che si possono considerare in parte superate (es. il mercato del lavoro non è più rigido a seguito della Riforma Biagi), ed in parte non determinanti (es. l'eccessiva regolamentazione ambientale, che è comune a tutti i paesi sviluppati).
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