Sostanzialmente due.
Innanzitutto una Unione europea con
un mercato unico costituito da 450 milioni di consumatori può rappresentare
1) per le imprese, una ulteriore occasione di sviluppo, avendo di fronte
nuovi spazi commerciali;
2) per i consumatori, una maggiore scelta dei prodotti e dei servizi
che si possono acquistare, e anche, per effetto della maggiore concorrenza,
prezzi più bassi.
D'altronde lo sviluppo economico degli
ultimi decenni di tutti i paesi membri della Cee prima, e dell'Ue
poi, testimonia che l'appartenenza
all'Ue è occasione di sviluppo sia individuale (imprese, cittadini)
che collettiva (dei Paesi membri).
Ne è una prova che molti paesi nel corso degli ultimi anni
hanno chiesto ed ottenuto di far parte dell'Ue, per cui si è passati
dai 6 paesi fondatori della Cee (fra cui l'Italia), agli attuali 25.
Questo non sarebbe successo se l'appartenenza all'Ue non risultava
vantaggiosa.
Il secondo vantaggio è dato dal fatto che una Unione europea
a 25 membri ha tutte le caratteristiche per assumere un ruolo a livello
mondiale più importante di quello finora giocato.
D'altro canto molte decisioni che interessano
i cittadini europei, in campo ambientale, economico, scientifico
e di politica estera, vengono
ormai prese sempre più spesso da organismi internazionali (Onu
per le questioni internazionali, Wto per gli scambi commerciali, Fmi
per le questioni economiche), per cui una Unione europea più autorevole
può maggiormente influenzare le decisioni in senso favorevole
agli interessi e sentimenti della popolazione europea.