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19 Dicembre 2003
I prezzi aumentano sempre?
I prezzi aumentano sempre, tranne
in casi di grave recessione, per cui la domanda è così bassa,
che pur di vendere, si diminuiscono i prezzi.
In Italia, fino a pochi
anni fa, l’inflazione, che misura l’aumento
dei prezzi, era a due cifre, ossia superiore al 10%.
Grazie all’adesione dell’Italia all’area dell’euro,
e quindi al rispetto dei parametri di Maastricht, con una più severa
disciplina delle finanze pubbliche e della gestione della moneta siamo
riusciti in pochi anni a ridurre sensibilmente l’inflazione, ossia
a fare in modo che i prezzi crescano poco.
Le ragioni che comportano in
generale l’aumento
dei prezzi
La crescita dei
prezzi può avvenire
per diverse ragioni:
1) aumento della
domanda a parità di offerta: essendoci più richieste
per lo stesso bene i prezzi aumentano (vedi il costo delle vacanze in
alta stagione);
2) speculazione:
coloro che vendono riescono ad imporre prezzi più alti,
e mancando una vera concorrenza i consumatori non possono difendersi
(per questo nell’Ue ed in Italia ci sono delle autorità di
garanzia della concorrenza che combattono questi fenomeni);
3) aumento del
costo del lavoro: se gli stipendi aumentano senza che vi sia un aumento
della produttività (per cui ciascun lavoratore
non produce più di prima), l’aumento del costo del lavoro
si scarica sui costi, e quindi sui prezzi.
Perché i prezzi sono aumentati in occasione
dell’introduzione
dell’euro
La recente esperienza di aumento dei prezzi
in conseguenza del cambiamento di moneta è derivato in buona misura dall’aggiornamento
dei listini, che in particolare negozi e pubblici esercizi hanno effettuato
in occasione dell’arrivo dell’euro.
Il problema è sorto dal fatto che i consumatori inizialmente
non si sono resi conto di questi aumenti, essendo i prezzi espressi in
una nuova valuta, ed essendo poi questi aumenti effettuati in modo progressivo
(ossia effettuati un po’ per volta).
Quando poi ci si è resi conto che il denaro non aveva più lo
stesso potere d’acquisto di prima, non tutti hanno assunto un comportamento
conseguente.
Insomma, non serve protestare per poi
accettare con passività la
circostanza.
Occorreva invece da una parte ridurre
i consumi di quei servizi e beni aumentati (è veramente necessario cenare fuori se il menu dei
ristoranti è cresciuto?), e dall’altra parte cambiare le
abitudini di acquisto cercando altri operatori che fanno prezzi più bassi.
Insomma,
la selezione degli operatori in base al prezzo è un
meccanismo che funziona, come dimostra la generale riduzione dei prezzi
dei biglietti aerei, grazie alla presenza di operatori low cost, ossia
di compagnie aeree che offrono biglietti aerei a prezzi molto bassi (es.
Roma – Londra andata e ritorno, anche con 50 euro, incluse le tasse).
D’altronde finché c’è gente che è disposta
a pagare di più, non vi sono ragioni perché gli operatori
economici debbano ridurre i prezzi.
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