FAQ

La proposta di riforma del Governo

Le critiche dei sindacati

Le soluzioni nel lungo termine

Come si calcola la pensione con il metodo retributivo

Come si calcola la pensione con il metodo contributivo

Le ragioni per cui le pensioni sono sempre oggetto di riforme

 

 

13 maggio 2004

Le soluzioni nel lungo termine

Il sistema pensionistico non avrà più bisogno di riforme, nel momento in cui tutti i pensionati riceveranno una pensione calcolata con il sistema contributivo, anziché retributivo, e questo avverrà presumibilmente nel 2030-2035 (ossia quando andranno in pensione coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1996, anno di entrata in vigore della riforma Dini, ossia la legge 335/95)

Il sistema contributivo, dato che assicura trattamenti inferiori rispetto a quello retributivo (vedi quesiti successivi), deve però essere accompagnato da un sistema previdenziale integrativo, che può essere collettivo, ossia rappresentato dai fondi pensione (che costituisce il 2° pilastro), oppure individuale, consistente nei piani previdenziali individuali sottoscritti con assicurazioni private (che rappresenta il 3° pilastro).

A quel punto la stessa età pensionabile può diventare una scelta del lavoratore, poiché esso può decidere di andare prima in pensione, ma con un importo più basso (pari all'importo attualizzato dei contributi), oppure più tardi, ma con una pensione più alta (essendo maggiori i contributi versati, ed essendo minore l'aspettativa di vita residua).

Questa regola generale dovrà avere però numerose eccezioni, che riguarderanno i lavoratori che hanno avuto un basso reddito (e pertanto i contributi non sono sufficienti per godere di una pensione dignitosa), oppure che hanno svolto un'attività lavorativa molto impegnativa sia sul piano fisico che nervoso (come gli operai, gli addetti all'ordine pubblico con compiti operativi, gli autisti, ecc.), circostanza che comporta un pensionamento anticipato rispetto all'età pensionabile generale.

Visto poi che il mercato del lavoro è sempre più flessibile, occorrerà ammettere l'integrazione dei contributi versati a diverse gestioni (lavoratori dipendenti, autonomi, ecc.), in quanto la maggiore mobilità del lavoro comporta il versamento dei contributi previdenziali di volta in volta in diverse gestioni, che attualmente non prevedono forme di congiunzione.

 


 
 
www.rainews24.it | scrivi alla redazione