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05 Marzo2004
Che cosa si intende per povertà
La povertà si può definire come
la mancanza di adeguate risorse economiche per condurre una vita dignitosa,
ovvero quando i consumi non sono sufficienti a soddisfare le esigenze
di base di un individuo (cibo, vestiario, abitazione, salute, servizi
minimi quali luce, gas, telefono, possibilità di ricreazione).
Si
tratta di un concetto che varia da paese a paese, in quanto va relazionato
non a valori assoluti, ma alle condizioni
economiche generali del paese
in cui ci si trova.
E' evidente che un "povero" italiano corrisponde ad un "benestante" in
India.
Nella tabella qui di seguito si riporta il Pil pro capite annuo, ossia
il reddito medio annuo, nel 2002 di alcuni paesi del mondo, stimato dalla
Banca Mondiale.
Paese |
Pil Pro capite in dollari Usa |
Italia |
18.960 |
Media mondiale |
5.080 |
Usa |
35.060 |
Giappone |
33.550 |
Uk |
25.250 |
Germania |
22.670 |
Francia |
22.010 |
Spagna |
14.430 |
Russia |
2.140 |
Argentina |
4.060 |
Brasile |
2.850 |
Egitto |
1.470 |
Kenya |
360 |
Senegal |
470 |
India |
480 |
Cina |
940 |
Come emerge dalla tabella sopra esposta
l'Italia ha un Pil pro capite quasi 4 volte superiore alla media mondiale,
ma circa
la metà di quello
degli Usa e del Giappone. E' in ogni caso inferiore a quello tedesco, francese
e inglese di circa il 15-20%.
Ma quali sono allora i parametri utilizzati per definire povera
una persona oggi in Italia?
Secondo l'Istat la soglia di povertà relativa è costituita
nel 2002 da un reddito mensile di 825 euro per due persone (1.095 per
3 persone, 1.340 per 4 persone, 1.565 per 5 persone, ecc.), mentre si
considerano poveri in modo assoluto coloro che in due hanno un reddito
mensile inferiore a 575 euro (815 per 3 persone, 1.030 per 4 persone,
1.300 per 5 persone, ecc.).Va segnalato
che questo valore cambia di anno in anno a causa della variazione dei
prezzi al consumo, e dell’andamento
in termini reali della spesa per consumi delle famiglie.
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