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| «L'attualità
economica spiegata in modo chiaro e sintetico con dati e fatti» |
In Tv "Economia in chiaro" è un approfondimento quindicinnale in onda il giovedì alle 19:12 su Rai News 24 e il martedì in chiaro su Rai3 alle 7:42 |
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03 giugno 2004 La sfida economica dell'Asia Ad una domanda del genere non sono pochi coloro che rispondono in modo affermativo. In effetti, la crescita di un'economia che risulta competitiva sul fronte dei costi è senza dubbio un rischio per i paesi che, come il nostro, sono specializzati in prodotti a bassa tecnologia (tessile, calzature, beni alimentari), o a tecnologia media (macchinari). Non va però trascurato il fatto che la crescita economica di altri paesi costituisce anche una grande opportunità per le nostre imprese. Infatti, per esportare occorre che vi siano clienti in altri paesi in grado di acquistare i nostri prodotti, e questo può avvenire solo se vi è una sufficiente ricchezza, che è il frutto dello sviluppo, specie per prodotti a prezzi certo non bassi, come sono in genere quelli made in Italy. In definitiva, la crescita delle economie asiatiche può costituire una minaccia, ma anche una grande opportunità. E allora come trasformarla in un'opportunità? Innanzitutto occorre migliorare la qualità dei prodotti, che rappresenta l'altro fattore su cui si gioca la concorrenza (dopo i prezzi). Bisogna dunque investire sull'innovazione, ma anche combattere il fenomeno delle contraffazioni, che costituisce certamente un grave danno alla nostra economia (e questo dipende dalla cultura della legalità, di cui il nostro paese non è certo un campione). In secondo luogo bisogna intensificare le iniziative di promozione del made in Italy in Asia, già avviate da tempo dall'Ice. A livello internazionale si può anche intervenire per il controllo del tasso di cambio delle monete, che è modificabile con interventi delle banche centrali (recentemente si è considerata la possibilità di apprezzare la valuta cinese, lo yuan, per evitare che una sua eccessiva svalutazione, comporti un eccesso di competitività dei prodotti cinesi). Certamente va detto che le regole del
commercio internazionale sono ormai uguali per tutti i paesi (la Cina è entrata
nel Wto nel 2001), sebbene vi siano 2 questioni ancora non tenute in
considerazione: Su questi fronti si è fatto ancora poco a livello internazionale,
e probabilmente occorre attendere che i paesi in via di sviluppo o di
recente industrializzazione pervengano a livelli di sviluppo economico
simili ai nostri, perché questi problemi vengano superati, e che
quindi tutti i paesi operino sullo stesso piano in termini di standard
di lavoro e ambientali. |
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