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2005, Torino

Adonis:
Intervista di Flaviano Masella

"Secondo l'enunciato culturale dominante nella societa' arabo-musulmana l'identita' e' un concetto ermetico. L'Altro esiste solo in quanto e' invitato ad abbandonare la sua identita' e giungere ad annullarsi nell'Io; non si da' altra scelta che l'assimilazione o il rifiuto. Un atteggiamento del genere trasforma evidentemente l'universo in un cumulo di rifiuti." Non usa mezzi termini Adonis nel suo ultimo saggio “La balena azzurra”. Siriano, da molti considerato il maggiore poeta di lingua araba, è stato tra i protagonisti della sezione Lingua madre della Fiera del Libro di Torino 2005. Da sempre Adonis si occupa attraverso i suoi saggi e le sue poesie del futuro dell'Islam e non esita a lanciare coraggiosi atti d'accusa culturali e politici nei confronti del mondo arabo. Di questo abbiamo parlato con lui nel nostro incontro a Torino.

"Secondo l'enunciato culturale dominante nella societa' arabo-musulmana l'identita' e' un concetto ermetico. L'Altro esiste solo in quanto e' invitato ad abbandonare la sua identita' e giungere ad annullarsi nell'Io; non si da' altra scelta che l'assimilazione o il rifiuto. Un atteggiamento del genere trasforma evidentemente l'universo in un cumulo di rifiuti." Non usa mezzi termini Adonis nel suo ultimo saggio “La balena azzurra”. Siriano, da molti considerato il maggiore poeta di lingua araba, è stato tra i protagonisti della sezione Lingua madre della Fiera del Libro di Torino 2005. Da sempre Adonis si occupa attraverso i suoi saggi e le sue poesie del futuro dell'Islam e non esita a lanciare coraggiosi atti d'accusa culturali e politici nei confronti del mondo arabo. Di questo abbiamo parlato con lui nel nostro incontro a Torino.

Adonis: "Da noi c'è il silenzio, ma non è facile parlare, costa molto caro. In alcune società, parlando si rischia perfino la vita. Ma bisogna parlare e bisogna pagare. Anche in Occidente il silenzio ha nascosto molte violenze e le ha anche finanziate. Gli Stati Uniti hanno appoggiato l'aspetto violento nelle nostre società arabe, ora iniziano a criticare, o a negare, e fare la guerra contro queste violenze. Va bene, però non bisogna dimenticare che c'è stato del silenzio, non solo nella società araba ma c'è stato del silenzio anche in Occidente."

Invece di accettare la violenza la rifiutiamo e arriviamo anche ad accettare la violenza che viene esercitata nei confronti di chi non la pensa come noi. Riferendosi appunto al mondo arabo.
Non si può negare che ci sia della violenza nella società araba, ma la violenza fa parte della vita moderna nella sua interezza sia in Oriente che in Occidente, però bisogna sempre mettere l'accento sull'aspetto della violenza nel nostro paese perchè si tratta della mia società , della mia cultura e io ne sono responsabile in un modo o nell'altro. Io sono radicalmente contrario alla violenza in tutte le sue forme ed è necessario affermare che non esiste solo una violenza materiale degli eserciti, c'è anche una violenza del pensiero o della vita quotidiana, ma è necessario schierarsi contro la violenza in tutte le sue forme. Questo è ciò che vivo e ciò che descrivo sempre.

Rimane il problema della violenza che si scatena proprio con il pretesto di proteggere la religione.
Direi che il corpo è malvisto in tutte le religioni e soprattutto in quelle monoteiste. Se si fa un paragone storico tra l'Islam, l'ebraismo e il cristianesimo si può notare che nell'islam il corpo è stato più libero, relativamente, rispetto alle altre due religioni. Ma c'è una sorta di libertà del corpo che lo rende banale. Non bisogna permettere che il corpo si banalizzi, è necessario che il corpo sia libero nel senso che è l'essere umano a disporre del proprio corpo. Secondo me, se esiste qualcosa chiamata spirito, allora questo spirito è il corpo. Credo che fino ad ora il corpo non siaaffatto libero nel monoteismo e il problema è sempre lì. Bisogna combattere perché il corpo sia completamente libero o almeno per superare questa contraddizione nella religione monoteista. Se il corpo della donna è veramente sporco e impuro, come può generare un profeta? Il monoteismo quindi è ricco di contraddizioni che bisogna superare per la religione stessa.

Lei scrive che una delle una delle piu' gravi manifestazioni di violenza che pervade la vita delle popolazioni arabe e' che quasi mai viene fatta una distinzione tra la persona e le sue idee. Come combattere quindi il terrorismo?
Il terrorismo non è solo una bomba o un fucile, ma è una mentalità. Bisogna combattere questa mentalità e credo che sia possibile; se c'è libertà e democrazia si può combattere questa mentalità terroristica attraverso la cultura.
Richiederà del tempo, ma si può iniziare a combattere. Se si facessero degli studi sul fenomeno del terrorismo nel mondo arabo si scoprirebbe che si tratta di minoranze, di piccoli gruppo ben finanziati che non rappresentano assolutamente la società in generale.

Lei e' siriano, e' vissuto a Beirut, una delle citta' arabe piu' occidentali. La Siria si sta ritirando dal Libano dopo tanti anni, sta seguendo questi eventi? Cosa pensa di quanto sta accadendo in Medio Oriente?
In termini assoluti, non è possibile difendere nessun regime arabo. Assolutamente. Ma sono sempre stato contrario alla presenza della Siria in Libano e ho sempre chiesto, insieme a molti amici, che la Siria lasciasse il Libano. Ma secondo me il problema del Libano non è la presenza della Siria in Libano, anche se probabilmente i siriani hanno utilizzato i problemi del Libano a loro vantaggio, ma il problema libanese è nel Libano e una volta che i siriani saranno partiti, si manifesteranno anche i problemi e sarà necessario combattere per superarli o per uscire da questi problemi.

Secondo lei l'Unione Europea puo' essere di aiuto? Il mondo arabo come vede questa istituzione: l'Unione Europea?
Non credo che ci saranno risvolti essenziali. Probabilmente l'Unione Europea aiuterà il Libano finanziariamente, sul piano economico, ma sul piano culturale, umano o sul piano arabo non vedo come l'Unione Europea possa aiutare il mondo arabo. L'Unione Europea in se stessa è una buona idea e io dico sì a questa unione, ma bisogna aspettare, non si può valutare ora o dare dei giudizi. Non voglio esprimere a questo proposito un'idea affrettata perchè bisogna aspettare.

Che idea ha della morte. Dopo la vita per lei cosa c'e'?
Sono un uomo non credente, non credo nella religione, ma penso che la morte sia parte integrante della vita. Provi ad immaginare: se l'uomo non morisse, il mondo sarebbe assurdo. Ma in questo senso la morte è banale perchè è un fenomeno naturale e tutti muoiono. Per me il problema non è nella morte, ma è la vita. Il problema è la vita e non la morte.

La traduzione è di Maria Letizia Tesorini

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