pubblicato
il 5 dicembre 2006
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Discorso alla
cerimonia di assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2006
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Mohammed Yunus: la lezione di
etica del Nobel per la Pace

Un Nobel per due, come è già accaduto
per cinque volte negli ultimi undici anni, nell’assegnazione
del Premio Nobel per la pace: non sono solo i singoli personaggi
a ottenere il riconoscimento, ma anche le organizzazioni che
hanno fondato o presieduto. Metà del premio a Mohammed
Yunus, metà alla sua creatura fondata nel 1977, la Grameen
Bank. E così a Oslo, a ricevere il Premio si sono avvicendati
un uomo, Yunus appunto, e una donna, Tazlima Begun, in rappresentanza
del consiglio di amministrazione della prima banca etica del
mondo e di tutte le donne clienti della Grameen Bank.
La sua lezione tenuta a Oslo, che Rainews24 ha trasmesso in
diretta, è sintetizzata in Incontri. Una lezione di
etica innanzitutto, prima che di economia, una lezione su come
si può guardare il mondo globalizzato e agire per trasformarlo.
Il Bangla Desh finalmente in cima al mondo, e non per l’indice
di povertà. La cerimonia è fatta non solo di
parole, ma anche di volti, che la tv norvegese ha raccontato
con le sue immagini, a partire da quello fiero, limpido e felice
di Tazlina Bezum a quelli delle altre otto donne che compongono
il Consiglio di amministrazione della Grameen Bank. “I
poveri – come ha detto Yunus – sono i bonsai dell’umanità”.
La cerimonia del Nobel per la Pace 2006 è stata la festa
dei bonsai dell’umanità.
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