pubblicato
il 1 aprile 2009
Hugh
Thomas: Non dimentichiamoci le lezioni della storia
di Zouhir Louassini

“Dio non può cambiare il passato, ma gli storici sì”,
diceva Samuel Butler.
Da qui nasce la mia tentazione, ogni volta che vedo uno storico, di chiedergli
fino a che punto possiamo credere a quello che dice la storia dal momento che,
come giornalisti, vediamo le manipolazioni quotidiane che i media ci offrono.
In un albergo di Udine, in occasione del Premio Nonino 2009, ho notato un
signore di una settantina d’anni che leggeva un giornale inglese. Ero
quasi convinto che si trattasse di Hugh Thomas (o Lord Thomas di Swynnerton).
Avevo visto la sua foto tra quelle del manifesto del Premio. Nella foto aveva
una ventina d’anni di meno ma era comunque riconoscibile. Mi sono avvicinato
e presentato. Thomas, con molta modestia, quella tipica dei grandi uomini,
rispondeva alle mie domande sulle manipolazioni della storia,
sull’impero americano, sull’Islam, sul futuro, leggendo il nostro
passato, con gli occhi di chi ha trovato delle risposte e cerca di condividerle
con gli altri.
In quel momento si è accesa la telecamera.
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