pubblicato
il 1 settembre 2005
Antonio Tabucchi
di Luciano Minerva

Nato
a
Pisa
il
24
settembre
1943,
Antonio
Tabucchi è ricordato
come
uno
dei
più profondi
conoscitori
della
lingua
e
della
cultura
del
Portogallo.
Nella sua lunga carriera di insegnante di letteratura portoghese
(insegna dal 1973), Antonio Tabucchi si è occupato soprattutto
di Fernando Pessoa, colui che diede alla letteratura del suo
paese rilevanza europea. Ne tradusse molte opere e rimase colpito
ed affascinato dal personaggio.
Iniziò l'attività di scrittore nel 1975 con il
romanzo "Piazza d'Italia", cui fecero seguito varie
raccolte di racconti (quali "Il gioco del rovescio" del
1981 e "Piccoli equivoci senza importanza" del 1985);
ma è con i romanzi brevi che Tabucchi ottiene successo
e fama a livello internazionale.
In particolare, due avranno molta fortuna, ed entrambi testimoniano
l'amore che lo scrittore ha per il Portogallo e per Lisbona: "Requiem" del
1992 e soprattutto "Sostiene Pereira" del 1994, con
cui vinse anche il premio Campiello.
L'impegno civile e l'alone di mistero che pervadono lo stile
letterario di Tabucchi sono stati confermati nelle sue ultime
opere importanti: "La testa perduta di Damasceno Monteiro" del
1996 e soprattutto il romanzo epistolare "Si sta facendo
sempre più tardi" del 2001.
Nel 2003 appare in libreria "Autobiografie altrui. Poetiche
a posteriori", sette testi di poetica, per la maggior parte
inediti o inediti in Italia, che illuminano un pensiero, una
parola, una suggestione presente nei romanzi dello scrittore.
Antonio Tabucchi collabora con i contenuti culturali del «Corriere
della Sera» e del «País» ed è professore
ordinario presso l'Università di Siena.
da www.biografieonline.it |