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pubblicato il 21 dicembre 2006

Video
Incontro con il pubblico. Mantova 2007
[prima parte] [seconda parte]
Intervista. Roma 2007
[prima parte] [seconda parte]
Incontro con il pubblico, Roma 2006
[adsl] [56k]
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Approfondimenti
Il testo dell'incontro con il pubblico
Bio-bibliografia
Il testo dell'intervista. Roma luglio 2007
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Nobelprize.org

Wole Soyinka: lezione di dignità


Il tema centrale della vita e della scrittura di Wole Soyinka, Primo Premio Nobel africano della storia della letteratura, è l’affermazione della dignità dell’uomo. Un tema che gli leggi sul volto e in tutta la sua figura, con i capelli bianchi che gli circondano il viso come una specie di aura. L’esperienza del teatro (è stato attore, oltre che regista e autore) gli dà una presenza scenica anche nel semplice stare in piedi.

Soyinka è stato, come molti intellettuali africani, tra i militanti delle lotte per l’indipendenza e tra i delusi dai processi di trasformazione politica che hanno portato l’Africa in balia di dittatori controllati dalle multinazionali dei paesi ex-coloniali. Ha creduto nel valore di ideologie che ha visto sgretolarsi proprio nella gestione del potere. La scrittura, il potere della parola, è stata la sua forza. Il Premio Nobel per la Letteratura che gli è stato assegnato nel 1986 è stato il primo vinto da un africano. Da allora la sua forza e la sua volontà di raccontare, di spiegare, di denunciare ne ha fatto un punto di riferimento per tutti. Non a caso è stato per alcuni anni scelto come Presidente del Parlamento degli scrittori.


Tra dicembre 2006 e settembre 2007 Soyinka è stato in Italia tre volte. Da ognuna di queste presenze abbiamo ricavato un’occasione per incontrarlo e conoscerlo meglio.

A Roma, a dicembre 2006 è stato alla Fiera della Piccola e media editoria, per ricevere il Premio Internazionale Biblioteche di Roma. Tema del suo incontro con il pubblico, coordinato da Italia Vivan, docente di letterature africane, è stato il suo libro più recente, la raccolta di saggi “Clima di paura”.


A luglio è tornato a Roma, per un incontro all’Università La Sapienza. In quell’occasione ci ha concesso una lunga intervista. Il dialogo si è snodato lungo un percorso che dai viali dell’Università è arrivato fino al Museo di Arte Classica, dove le copie in gesso di statue greche e romane hanno fatto da sfondo alle ultime domande, quelle sul suo amore per la mitologia e sulla relazione tra la letteratura e le altre arti. L’intervista si conclude con una piccola sorpresa, questo suo sogno di poter tornare sui banchi di scuola, per continuare ad apprendere in campi che ancora lo incuriosiscono.


Il terzo documento filmato che proponiamo è l’incontro conclusivo del Festivaletteratura di mantova 2007. Perchè il Premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka non si è candidato alla presidenza della sua Nigeria, come chiedevano a gran voce molti intellettuali del suo Paese? “Perché la mia capacità di arrivare a mediazioni e compromessi è molto scarsa” risponde. Intervistato da Peter Florence, direttore del Festival letterario di Hay-on Wye, a cui Mantova si è ispirata, Soyinka parla del rapporto dell’Africa con la lingua dei colonizzatori, del teatro “universale” (“per me Arlecchino è uno schiavo scappato dal teatro Yoruba”), della farsa delle elezioni americane del 2000 (“potevano chiedere consigli alla Nigeria”) del suo impegno.


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