7 Febbraio 2012 ore 9:36 CET (GMT +01:00)
RAINEWS24.IT - INCONTRI
Prima pagina
Tutti gli autori
Versioni originali
Scrivici

Libri, la rubrica
Rai, i siti culturali

A proposito di Incontri...
In collaborazione con...
Grazie a...

Tutti i file audiovisivi sono codificati a 100 Kbps
aggiornato il 4 aprile 2006

Video
Intervista a Jakucho Setouchi
2006, Percoto (Udine)
Approfondimenti
Il testo integrale
dell'intervista a Jakucho Setouchi
Bio-bibliografia
Il discorso di ringraziamento in occasione del Premio Nonino di Jakucho Setouchi
Discorso di Sir V.S. Naipaul
per Harumi Setouchi

Discorso di ringraziamento in occasione del Premio Nonino 2006 di Jakucho Setouchi


Percoto, 28 Gennaio 2006

Sono Jakucho Setouchi. E’ per me un sorprendente, incommensurabile onore ricevere il premio internazionale Nonino.
Esprimo dal profondo del cuore la mia estrema gratitudine per tutta la famiglia Nonino, che organizza questo meraviglioso premio culturale. Rivolgo inoltre un pensiero di commossa riconoscenza alla giuria che mi ha eletta per l’assegnazione di un premio di tale prestigio. Non esistono parole atte a manifestare la mia gratitudine per tutti voi qui convenuti, che avete abbandonato i vostri molteplici impegni per accorrere a festeggiarmi. Grazie, e un augurio di felicità per tutti.
L’assegnazione di questo premio ha meravigliato me prima di chiunque altro: mi è parso di sognare. Ho trascorso metà secolo con la penna in mano, totalmente dedita al mio impegno e risoluta a seguire il sentiero da me scelto. Per lungo tempo ho creduto che, come afferma un nostro detto popolare, la durata della vita umana equivalga a cinquanta anni.
Ho iniziato a scrivere romanzi dopo i trenta anni e ora ne ho ottantatre. Mai avrei supposto di poter raggiungere una così tarda età: è una sorpresa ancor più stupefacente dell’assegnazione del premio Nonino.
Ho scritto più di trecento opere, consapevole tuttavia di quanto la qualità sia più importante della quantità. Infatti, per quanto mi sia impegnata nello scrivere, quasi nessuna delle mie opere mi soddisfa. Terminato il lavoro mi accorgo con dispiacere che il risultato si discosta alquanto dal mio pensiero.
A cinquantun anni accolsi una svolta radicale nella mia vita: divenni monaca. Non per fuggire il mondo, bensì perché desideravo trovare nella fede un valido sostegno che mi consentisse di scrivere fino alla morte. Aspiravo a stabilire un contatto con le vite delle creature eccelse che hanno superato i limiti delle umane forze.
Harumi era sia il mio nome anagrafico sia il mio pseudonimo. Dopo aver preso i voti mi fu dato il nome Jakucho, che ora funge sia da pseudonimo sia da nome anagrafico. Deriva da un aforisma buddista: “coloro che abbandonano il mondo sono sereni e odono suoni paradisiaci”. Con il termine “coloro che abbandonano il mondo” ci si riferisce ai monaci, e la serenità di cui essi godono allude alla tranquillità d’animo cui si perviene quando si estinguono le fiamme delle passioni. Con “suoni paradisiaci” s’intende significare le armoniose melodie di cui è permeato l’universo buddista.
Sono divenuta una monaca della setta Tendai, una delle più rappresentative scuole di pensiero del buddismo giapponese, fondata da Saicho (Dengyo Daishi) sul monte Hiei. Ciò che più mi colpì negli scritti di Saicho fu la frase: ”dimenticare se stessi per giovare agli altri”. Egli esorta a dimenticare la ricerca della propria felicità personale per impegnarsi gratuitamente e con costanza al fine di procurare gioia e vantaggi agli altri. Anche nel cristianesimo si esalta lo spirito di servizio e il sacrificio per il prossimo, con i medesimi intendimenti. Nella frase seguente Saicho afferma: “questo è l’apice della compassione”. Budda stesso insegna cha la compassione è il fulcro del buddismo. Compassione equivale a un amore assoluto, avulso dalla pretesa di una ricompensa. Da quando mi fu consentito di farmi monaca ho continuato a sforzarmi per più di trenta anni nel tentativo di accostarmi almeno di un poco agli insegnamenti di Budda e di Saicho.
Mi sono recata per venti anni in un tempio in rovina del nord est del Giappone e l’ho ricostruito, ho continuato a abbandonare il mio romitaggio per compiere gli atti suggeriti dal buddismo predicando e copiando i sutra. Ho protestato contro la guerra in Iraq, ho pregato per la pace sottoponendomi a due digiuni.
Ignoro quando e dove l’ingranaggio del mondo si sia inceppato, ma constato che, sebbene tutti i popoli aspirino alla pace, i focolai di guerra non si estinguono mai su questo pianeta e i miasmi del sangue versato divengono sempre più intollerabili, qua e là si diffondono strane epidemie, e l’umanità sprofonda nel terrore.
Purtroppo in Giappone si annoverano trentamila suicidi l’anno. Ogni giorno siamo tormentati dalle peggiori notizie: parricidi, infanticidi, uccisione di amici. Tenebre ovunque ci si volga. Il mondo ha assunto un aspetto oscuro, che non dovrebbe avere. Mai ho visto tempi così cupi nei miei ottantatre anni di vita. Mi pare che persino durante l’ultima lunga guerra mondiale l’espressione della gente fosse più serena.
Eppure non dobbiamo lasciarci sconfiggere dal destino e disperarci.
L’uomo è stato inviato in questo mondo per raggiungere la felicità. La felicità non consiste tuttavia nella soddisfazione dei propri desideri individuali: non è forse più lecito affermare che gli esseri umani saranno felici quando chiunque viva su questo pianeta sarà provvisto di cibo e di vesti secondo le sue necessità, e avrà una casa, quando tutti i bambini potranno frequentare la scuola e a tutti i vecchi sarà consentito di attendere la morte con serenità?
L’insegnamento del buddismo, che incita a dimenticare se stessi e a prodigarsi a beneficio delle altre creature, non sarà forse l’unico raggio di luce atto a illuminare i nostri passi nella disperazione?
Nell’ultimo viaggio durante il quale si ammalò e morì, Budda disse:
“ Questo mondo è bello
e l’animo umano è soave”
Io avverto una luce nella fede con cui Budda riconobbe la positività del mondo nonostante gli intrinseci contrasti.

Vi ringrazio

Traduzione di Lidia Origlia

** Diritti riservati Premio Nonino, vietata la riproduzione


I più recenti

Simonetta Agnello Hornby
Hoda Barakat
Salwa Al Neimi
Erri De Luca
Silvia Pérez-Vitoria
Hugh Thomas
Chimamanda Ngozi Adichie
Eduardo Galeano
Nicole Krauss
Bernardo Atxaga
Enzo Bianchi
Eric-Emmanuel Schmitt
Jonathan Safran Foer
Mehmet Yashin
scrivi alla redazione | credits