aggiornato
il 4 aprile 2006
Jakucho Setouchi: la conquista
della leggerezza
di Luciano Minerva
Il suo sorriso e la sua energia sono contagiosi. Alla cena d’onore
della vigilia della Premiazione, in casa Nonino, come si sono
levate le prime note musicali, dal gruppo friulano, dalla chitarra
di Giovanna Marini e dalla fisarmonica di Gavino Ledda, Jakucho
Setouchi ha cominciato prima a battere il tempo con la testa,
poi a battere le mani e infine a ballare. I suoi 83 anni non
le si vedono addosso, le durezze del monachesimo, narrate nel
suo romanzo Monte Huei, neppure. Forse proprio l’allenamento
alle fatiche l’ha portata a una resistenza fisica che sorprende
tutti. In occasione della consegna del Premio Nonino, appena
arrivata a Udine dal Giappone ha chiesto che la portassero a
visitare la città e i dintorni. Alla forma della cortesia
giapponese aggiunge una sostanza personale di simpatia e una
capacità di attenzione a tutto ciò che la circonda.
Dopo aver letto i due suoi libri tradotti in italiano (che sono
una parte davvero minima della sua produzione), si fa fatica
a separare questa figura di scrittrice-monaca dalle sue protagoniste,
ma il distacco dalla realtà quotidiana di cui racconta
non sembra appartenerle. Perché Jakucho ha sempre l’aria
di partecipare e divertirsi, in un modo che può apparire
quasi infantile, ma che forse è segno di quella leggerezza
che ha scoperto e che sa regalare nella sua presenza come nella
sua scrittura.
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