pubblicato
il 30 agosto 2005
Sebastião Salgado
di Enzo Cappucci

Sebastião Salgado nasce nel 1944 a Aimors, nello
stato di Minas Gerais, in Brasile. Vive a Parigi. Dopo una
formazione universitaria di economista e statistico decide,
in seguito ad una missione in Africa, di diventare fotografo.
Nel '73 realizza un reportage sulla siccità del Sahel,
seguito da uno sulle condizioni di vita dei lavoratori immigrati
in Europa. Nel '74 entra nell'agenzia Sygma e documenta la
rivoluzione in Portogallo, la guerra in Angola e gli avvenimenti
in Mozanabico. Entra a far parte nel 1975 dell'agenzia Gamma
ed in seguito, nel 1979, della celebre cooperativa di fotografi
Magnum Photos.
Lascia la Magnum nel 1994 per creare, insieme a Lelia Wanick
Salgado, Amazonas Images, una struttura autonoma completamente
dedicata al suo lavoro.
Per sei anni, affronta lunghi viaggi in America Latina per documentarsi
sulla vita delle campagne. Questo lavoro ha dato vita al libro
Other Americas. Salgado fotografa la tragedia della siccità nei
paesi africani del Sahel e l’insieme di questo lavoro è stato
organizzato in diverse esposizioni e due libri, a sostegno di
Medicins sans Frontieres.
Durante i sei anni successivi Salgado concepisce e mette a punto
un progetto su scala mondiale sul lavoro nei settori di base
della produzione. Il risultato è La mano dell’uomo,
una pubblicazione di 400 pagine del 1993 tradotta in sette lingue
diverse e accompagnata da una mostra presentata finora in oltre
sessanta musei e luoghi espositivi di tutto il mondo.
Dal 1993 al 1999 Salgado lavora sul tema dei movimenti di popolazione
nel mondo. Questi reportage sono stati pubblicati, con regolarità,
da molte riviste internazionali tra cui D la Repubblica delle
donne in Italia, Stern in Germania, Paris Match in Francia, El
Pais in Spagna, Visão in Portogallo, Rolling Stone e New
York Magazine negli Stati Uniti e Folha di São Paulo in
Brasile.
da www.fratellidelluomo.org
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