Arto Paasilinna: correnti
di ironia dal Circolo Polare
La casa in cui incontriamo Arto Paasilinna è quella milanese di Emilia
Lodigiani, inventrice e proprietaria delle edizioni Iperborea. Sulla poltrona
del salotto Arto Paasilinna si accomoda nel vero senso del termine, quasi sprofondando
e allungandosi con tutta la sua mole. Nonostante il suo successo internazionale,
che dura da oltre trent’anni, lo scrittore finlandese non ha ritenuto opportuno
mettersi a studiare l’inglese, o almeno non tanto da rilasciare le interviste
in una lingua dioversa dalla sua. Pronuncia, ritmo e musicalità della
lingua (che, si sa, non appartiene al gruppo delle indo-europee) sono tanto lontane
dalla possibile comprensione quanto lo è la Lapponia dall’Italia.
E lo stesso è per le sue espressioni. Devi attendere la traduzione per
comprenderne anche solo il tono e l’umore. Il viso è imperturbabile,
ma sarebbe sbagliato parlare di assenza di sorriso, perché negli occhi
puoi individuare lo stesso sarcasmo e ironia che si trova in tutti i suoi libri.
Per quanto per questi aspetti possa apparire lontano, la sua scrittura ha invece
quelle caratteristiche di universalità che la fanno decisamente uscire
dai confini del suo Paese, pur restando sempre, per temi e ambientazioni, intorno
al circolo polare. E genera curiosità sull’esperienza estrema di
vivere in quelle regioni.