Quando vinse l’Oscar nel 2002 con Bowling a Columbine, Michael Moore
era già diventato l’idolo dell’America resistente, con un
discorso durissimo, durante la serata dell’Academy Awards, contro la guerra
in Iraq scatenata da Gorge W Bush. Tanto per non smentirsi, prima di vincere
la Palma d’oro 2004 a Cannes, Michael Moore ha sfilato per le strade della
cittadina francese con i precari dello spettacolo. Ma si è anche fatto
vedere, vestito e incravattato come non gli capita spesso, con le star mondiali,
sul tappeto rosso dedicato ai divi. Il suo Fahrenheit 9/11 ha ricevuto standing
ovation alla presentazione e alla premiazione. «Non è un premio
politico - ha detto il Presidente della giuria, Quentin Tarantino - Il fatto è che
si tratta di un bel film».