|
aggiornato il
29 novembre 2007
Alberto Manguel: respiro libri, ho
imparato da Borges
Luciano Minerva

“Voi siete tutti
esseri intelligenti ma la società vuole che voi
diventiate stupidi. E la stupidità deve essere imparata. Rifiutate di
imparare questa stupidità".
Si conclude così l’incontro dello scrittore argentino Alberto
Manguel con i ragazzi di una scuola media di Ostia, presso la biblioteca Elsa
Morante. “ L’occasione era l’uscita
del libro “biografico” su Iliade e Odissea appena pubblicato in Italia.
E Manguel, che ha già scritto tra l’altro due libri originalissimi
come “Storia della lettura” e “Diario di un lettore”,
sembra il più adatto a scrivere la biografia dei due poemi classici greci
a cui si fa risalire l’origine di tutta la nostra cultura scritta. Ma subito
il tema dell’incontro si allarga, dall’Iliade e l’Odissea,
al ruolo dei classici, all’incontro tra il libro e i suoi lettori, sempre
pronti a trasformarlo nelle diverse epoche e per le diverse sensibilità.
Lui, che nell’adolescenza a Buenos Aires ha letto ad alta voce per quattro
anni tutti i libri che Borges gli chiedeva, ha rivestito di libri, di lettura
e di scrittura tutta la sua esperienza di vita. Ma quando si trova davanti a
giovanissimi, parla per un quarto d’ora e poi ascolta e risponde alle domande.
All’uscita dell’incontro con gli studenti lo intervistiamo, a partire
dai temi che ha trattato a confronto con i giovanissimi. Tra le motivazioni della
necessità di leggere, questa, tratta sempre dall’incontro di Ostia:
“Siamo in una società che dice che quello che dovete fare è guadagnare
i soldi, fare qualcosa di rapido e pratico. L’unica cosa che posso dirvi è:
non credete a queste bugie. Queste sono le cose che la società ci dice
per trasformarci in schiavi, in quelli che vanno a lavorare per gli altri.”
|