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pubblicato il 14 maggio 2005

Video
Intervista
2005, Roma
Intervista
2002, Parigi
Incontro con il pubblico
2001, Torino
I miei libri
2004, Venezia, Scuola librai
Premio delle Asturie
2004, Oviedo (Spagna)
Approfondimenti
Il testo della nostra intervista (2005)
Biobibliografia
Rassegna stampa di e su C.Magris
Varie sull’autore
Claudio Magris
di Luciano Minerva



“Per me scrivere al computer è innaturale. Io uso ancora la penna. La penna segue il corso del pensiero, che scorre fisicamente attraverso la mano con una sua armonia. Battere sui tasti del computer invece è come pensare una parola alla volta, per me è come parlare in inglese, invece che in italiano, tedesco o francese, lingue in cui il mio pensiero scorre senza pensare a quello che dirò fra poco.” Anche quando racconta queste cose, mentre si montano le luci per l’intervista in un albergo romano, si ha la percezione acustica e visiva di un fiume di parole che scorre veloce, e si comprende meglio l’origine di quella “scrittura d’acqua” di cui spesso si parla per definire la sua prosa. E così anche dell’ultimo libro, “Alla cieca”, scritto in forma di monologo al confine con il delirio, un lavorio di sedici anni prima della stesura definitiva, esiste un manoscritto.
Per Claudio Magris “manoscritto” corrisponde ancora al significato originario del termine, sono i segni calligrafici che poi si affidano alla mano amica della “dattilografa” (anche se ormai la parola è desueta) o, nel caso degli articoli di giornale, al vecchio caro “dimafonista”, figura ormai rarissima nelle redazioni dei giornali. Ascoltarlo, anche nel corso di un’intervista, è come assistere e partecipare alla creazione di un nuovo testo: il fiume di parole scorre, portandosi dietro memorie, idee, pensieri che assumono una forma sempre diversa e sempre nuova.

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