Nato a Castello nei pressi di Firenze, Mario Luzi è considerato
uno dei maggiori poeti di questo secolo e il più eminente rappresentante
di questa “terza generazione” poetica italiana che raggruppa Bertolucci,
Bigongiari, Caproni e Sereni. Poeta, novellista, saggista, autore di scritti
per il teatro e traduttore di numerosi poeti francesi, inglesi spagnoli, Mario
Luzi è stato una figura intellettuale di primissimo piano. Ha a lungo
insegnato letteratura francese presso la facoltà di Scienze Politiche
di Firenze. I suoi esordi letterari risalgono agli anni prima della guerra (la
prima raccolta, La barca, è pubblicata nel 1935), quando comincia a frequentare
altri giovani poeti della scuola ermetica (Bigongiari, Parronchi, Bo) e collabora
a riviste d'avanguardia come Frontespizio e Campo di Marte. È questa la
fase, che durerà oltre un decennio, più propriamente ermetica della
poesia di Luzi; scelta, questa dell'ermetismo, che verrà non abbandonata
ma ampliata e approfondita negli anni successivi.
Questa opera così ricca e sempre in evoluzione s’accompagna a una
intensa riflessione critica di cui sono testimonianze diverse raccolte di saggi,
in particolare Vicissitudine e forma nel 1974, Discorso naturale, nel 1984 e
Naturalezza del poeta nel 1995. Nel campo teatrale, Mario Luzi ha realizzato
le sue più belle creazioni poetiche con Libro di Ipazia, nel 1978, prima
di proporre un’esplorazione della figura dell’attore con Hystrio
(1987).
Mario Luzi si è spento il 14 ottobre 2004, pochi giorni prima del suo
novantesimo compleanno.