pubblicato
il 13 febbraio 2009
Nicole Krauss: quei silenzi tra una
parola e l’altra
di Luciano Minerva

“Quando ascoltava la musica, non ascoltava più le note ma i silenzi”.
Questo brano da “La storia dell’amore” di Nicole Krauss mi
ha indotto a chiedere l’accesso allo studiolo di Isabella d’Este,
nel Palazzo Ducale di Mantova, e al suo Giardino segreto, per ospitare l’intervista
alla giovane scrittrice americana. Perché il rimando allo stemma della
mecenate e umanista del XV secolo (una pausa sul pentagramma) era troppo forte.
Quanto forte era l’interesse di Nicole Krauss, a Mantova con il marito Jonathan
Safran Foer, per i temi della memoria e del rapporto tra passato e
presente. In quello stesso giardino era cominciata la serie di interviste di
Incontri, a settembre 2000, con David Grossman. E, per quei fili sottili e
invisibili che legano le persone, non solo in letteratura, in quel giardino
Nicole Krauss si è definita “a literary bastard” di David
Grossman manifestando la sua piena e incondizionata ammirazione per lo scrittore
israeliano. Non mi resta che da aggiungere, come nota personale, che trovo “La
storia dell’amore” uno tra i più bei romanzi degli ultimi
anni.
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