pubblicato il
4 maggio 2005
Jamaica Kincaid
di Luciano Minerva

Lontano dal paradiso
caraibico
Quasi in contrasto con la sua scrittura,
dura, decisa e vulcanica, Jamaica Kincaid ha un aspetto mite
e un portamento quasi umile, timoroso di mettere
in evidenza il fisico alto e longilineo. Lo sguardo è attentissimo
a tutto, denso di curiosità. Quando parla di se stessa, dei suoi libri,
del lavoro meraviglioso di scrittrice che ha fortemente voluto fin da adolescente,
sembra stupita. Nel parlare ha quell'incertezza di chi cerca senza fretta
la frase o l'immagine giusta, cercandola con lo sguardo nel vuoto. Jamaica
Kincaid non è il suo vero nome, l'ha scelto come nome d'arte quando
la sua famiglia, ad Antigua, ha reagito male ai suoi primi racconti, alla
messa a nudo della realtà sociale e umana di provenienza. Ad Antigua
non è mai andata per parlare dei suoi libri. Così lei continua
a raccontarsi e raccontare dalla sua casa nel Vermont. L'abbiamo incontrata
in occasione del Festivaletteratura di Mantova, nei giardini di Palazzo d'Arco.
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