pubblicato il
19 settembre 2007
Amitav Ghosh: il più grande
rispetto per le parole
di Luciano Minerva

Se le parole possono creare “circostanze incendiarie”, come
spiega bene nella raccolta dei suoi reportage, vanno trattate con la massima
delicatezza. E lo scrittore, più di tutti, deve avere questa consapevolezza.
Quello che Amitav Ghosh sostiene in teoria, lo dimostra anche nella pratica.
Il tono, le qualità della voce, le espressioni del viso e del corpo sembrano
pervasi da questa consapevolezza, di voler spiegare bene, di trovare le forme
migliori per farsi capire, con estrema disponibilità e gentilezza. A costo
di ripetersi, di citare Gandhi quattro volte nella stessa risposta, con concetti
che contengono ciascuno una sfumatura diversa.
A Torino per ricevere il Premio
Grinzane Cavour, il luogo che abbiamo concordato per l’intervista è una
riva del Po, per avere il fiume come sfondo, il richiamo a quell’elemento
acqua che, come ci spiega lui stesso, è essenziale e si mescola
alla sua scrittura, non solo in “Il paese delle maree”, che è l’ultimo
romanzo ambientato nel delta del Gange.
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