pubblicato il
7 marzo 2006
Vittorio Foa
di Luciano Minerva

Nato il 18 Settembre 1910 a Torino da una famiglia di origine ebraica,
nel 1931 si laurea in Giurisprudenza e due anni dopo entra nel
movimento di Giustizia e Libertà. Inizia così per lui un periodo
di
attiva cospirazione e di forte impegno politico contro il regime
fascista. Proprio in quegli anni, Mussolini stava preparando, con
un'intensa azione militare, diplomatica e soprattutto propagandistica,
l'aggressione all'Etiopia. Questo fu il momento di massimo consenso
popolare per il Duce e il suo regime. Il 15 Maggio 1935 Vittorio Foa,
all'età di 25 anni, viene arrestato su segnalazione di un confidente
dell'O.V.R.A. e denunciato al Tribunale Speciale Fascista che lo
condannerà a 15 anni di reclusione, nel carcere di Civitavecchia. Suoi
compagni di cella saranno Ernesto Rossi, Riccardo Bauer e Massimo Mila.
L'Antifascismo sarà sempre per lui un modo di pensare, di agire, di
vivere. Uscirà dal carcere il 23 Agosto 1943, all'età di 33 anni.
Il
governo Mussolini era caduto il 25 Luglio, ma ci vollero gli scioperi
di Milano e Torino e le pressioni dei commissari sindacali perché il
nuovo capo di governo, il vecchio maresciallo Badoglio, si decidesse a
liberare Foa e i suoi compagni. Dal settembre del 1943, raggiunta la
libertà, partecipa attivamente alla Resistenza come dirigente del
Partito d'Azione. Il convinto europeismo, la necessità di un forte
decentramento e il sostegno ad un sistema elettorale maggioritario,
erano alcune delle idee fondanti di quel partito, erede diretto del
Socialismo liberale dei fratelli Rosselli. Il 2 Giugno 1946 Vittorio
Foa viene eletto deputato all'Assemblea Costituente e membro della
“
Commissione dei 70”. Gli art. 39 e 40 della nostra Costituzione, sulla
libertà e organizzazione sindacale e il diritto di sciopero, in aperta
antitesi con i valori fascisti, sono anche opera sua. Nel 1948 entra
nella CGIL con incarichi di direzione dell'ufficio economico. Nel 1953
viene eletto deputato nelle liste del Partito Socialista e sarà confermato
per altre due volte. Nel 1955 diventa segretario nazionale della FIOM e due
anni dopo entra nella segreteria della CGIL. Nel 1970
Vittorio Foa decide di lasciare gli incarichi sindacali e di ritirarsi
a studiare. Insegnerà Storia Contemporanea nelle Università di
Modena e
Torino, ma non cesserà di fornire il suo contributo al movimento
operaio attraverso numerose pubblicazioni. Negli anni seguenti
partecipa attivamente alle discussioni in atto nella sinistra italiana,
che sfoceranno nella "svolta" di Occhetto del 1989. Il PCI si divide
e
Foa, che comunista non lo é mai stato, viene eletto senatore nel PDS
nel 1991. Negli ultimi anni ha stabilito il suo domicilio a Formia
(LT), dove vive con la compagna Sesa Tatò. L'11 Agosto del 1998, il
Consiglio Comunale di Formia gli ha conferito, all'unanimità, la
cittadinanza onoraria "per meriti civili e culturali".
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