pubblicato
il 25 giugno 2007
Lawrence Ferlinghetti
Beat forever
di Francesco Gatti

Incontriamo l'editore e poeta della Beat Generation nel giardino
di un albergo sulle colline senesi. Quando arriviamo, un po'
in anticipo, intorno alle 10,15, Ferlinghetti sta tornando dalla
piscina. Prima di entrare in hotel ci vede allestire il set per
l'intervista.
Non
aveva capito che fosse televisiva (tra l'altro la nostra è l'unica
troupe presente per l'ocasione) pensava ad un incontro radiofonico.
Ci chiede se può salire in camera per cambiarsi. Alle
11,00 è
di nuovo giù. Il sole è salito, la luce comincia
a essere forte, lo facciamo sedere tra gli alberi,
dice che al
massimo ci dedicherà dieci minuti. Fin dalle prime battute
dimostra di non avere peli sulla lingua, soprattutto nei confronti
del presidente Bush, mentre insegue le parole in italiano aiutandosi
con l'inglese. Il mondo di oggi - a suo avviso - dominato dal
materialismo, ha bisogno più che mai del messaggio Beat.
Durante la conversazione arriva
Antonio
Bertoli, anche lui poeta ed editore,
quasi il
suo alter
ego italiano.
Entrambi ci regalano
una lettura di un brano di Ferlinghetti, un reading inedito per
Rainews24, un'anticipazione di quanto faranno la sera al Teatro
Politeama di Poggibonsi. Ci segue come un'ombra il filmaker Chris
Felver, già autore di un documentario su Ferlinghetti,
che continua a raccogliere materiali sul poeta in vista
di un nuovo video. Alla fine i dieci minuti vengono abbondantemente
superati, parliamo per quasi un'ora.
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