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19 marzo 2008
Nathan Englander: il ruolo essenziale dell’outsider
di Luciano Minerva

"Una comunità non può essere tale se non riconosce anche il ruolo degli outsider" dice nel suo incontro con il pubblico del Festivaletteratura Nathan Englander. E si capisce che non parla solo del protagonista del suo libro, ma del suo essere sempre un po’ di qua e un po’ di là dei confini.
Quando uscì il suo primo attesissimo libro di racconti brevi (ricevette la cifra record di 350.000 dollari come anticipo), “Per alleviare insopportabili impulsi”, l’atteggiamento della comunità ebraica di New York - raccontano le cronache – fu ben diverso dall’entusiasmo dei critici letterari. Il New Yorker lo considera uno dei venti migliori scrittori di questo avvio di secolo.
Lui, in questa parte, sembra giocare, a partire dalle espressioni del viso quando è in pubblico. L’incontro con Antonio Monda, che insegna regia a New York, pare proprio un gioco, a partire dai temi legati al suo romanzo “Il Ministero dei casi speciali”, ambientato nella comunità ebraica di Buenos Aires negli anni della dittatura militare. Nessuna delle sue risposte a Monda, tutte sintetiche, manca di arguzia. Lo stile del personaggio in pubblico rispecchia fedelmente la sua scrittura.
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