pubblicato
il 27 novembre 2006
Jurij Drunikov: La lotta
per il potere, uguale nei secoli
di Luciano Minerva

“A Jurij Drunikov piacerebbe vedere Palazzo
Te” mi dice Cecilia Martinelli, delle
edizioni Barbera. E da esperta di storia dell’arte aggiunge: “Ci
sarebbe la Sala dei giganti affrescata da Giulio Romano. Si
può parlare del potere.” La Direzione di Palazzo
Te è disponibile. La mattina dopo siamo nella Sala dei
giganti. Lo stupore e l’ammirazione dello scrittore russo,
quando entra e comincia a guardare gli affreschi, gli si legge
in viso in modo trasparente. Le domande dell’intervista,
preparate sul suo “Angeli sulla punta di uno spillo” non
servono più. “Prego, ci dica tutto quello che
le viene in mente nel guardare questi affreschi.” “Senza
domande? Senza schemi?” chiede ancora più stupito
Drunikov. “Lei è dissidente, qualunque schema
le starebbe stretto. E per noi è davvero interessante
ascoltare uno scrittore come lei davanti a un’opera di
questo tipo, che parla dei giganti e del potere.”
Nasce così questo filmato particolare, la cui prima
parte è costituita di pensieri a ruota libera che ci
racconta davvero lo sguardo di uno scrittore tanto fertile,
capace di una scrittura ricca e densa di humour. Poi, all’uscita,
si passa dal russo, lingua originaria, all’inglese, lingua
che ormai usa quotidianamente negli Usa, dove insegna lingua
e letteratura russa. Allora si ripassa al dialogo, al più tradizionale
domanda e risposta. Con osservazioni davvero acute sulle differenze
tra la cultura di origine e quella americana, con lo humour
sottile sempre pronto ad emergere.
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