Donovan: le radici della mia musica di Luciano Minerva
Il Festivaletteratura di Mantova da sempre ha un occhio particolare su
quel versante della letteratura rappresentato dalla musica d’autore. E
sa ripescare dalla memoria collettiva, e riportare in primo piano, autori che
hanno lasciato un segno. L’anno scorso era toccato a Patti Smith (un anno
d’anticipo su Cementano), quest’anno a Donovan Leitch, a tutti noto
come Donovan. Era appena ventenne le sue canzoni scalarono le classifiche inglesi,
americane ed europee, la sua Colours fu uno dei cavalli di battaglia di Joan
Baez, qualche anno più tardi Mellow Yellow fu un ritornello che fece il
giro del mondo. L’incontro con il pubblico al Festivaletteratura, e la
sera il concerto a teatro, ha fatto riscoprire, a chi già lo conosceva,
e scoprire a molti giovani, le radici della musica di Donovan, quelle di cui
lui stesso si è reso conto più tardi, la tradizione celtica e la
strana miscela con i mantra indiani, l’amicizia e l’esperienza comune
con i Beatles da Maharishi.
Con la guida del critico musicale Enzo Gentile, Donovan si è raccontato,
svelando alcuni segreti.