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Intervista
2005, Udine
Approfondimenti
Il testo della nostra intervista
Bio-bibliografia
Il discorso al Premio Nonino
Calcutta e le scrittrici (foto di Silvia Pozzi)
Mahasweta Devi, profilo su english.emory.edu
pubblicato il 12 luglio 2005

Mahasweta Devi: resistiamo allo tsunami della globalizzazione
di Luciano Minerva



In Italia ha introdotto i suoi testi una tra le più attente conoscitrici della cultura indiana, Anna Nadotti. E in Italia, a Udine, Mahasweta Devi è approdata per la prima volta alcuni mesi fa per ricevere il Premio Nonino. “Mi hanno invitato a Napoli. Ma so che c’è un proverbio che dice ‘Vedi Napoli e poi muori’. E dato che ho troppe cose ancora da fare nella vita, non posso accettare l’invito.” Pare una donna senza età, che si muove su altre dimensioni del tempo, la vicinanza degli ottant’anni resta per lei un dato puramente formale. Ha fatto della militanza politica e sociale una ragione di vita da oltre mezzo secolo, e la sua scrittura è al servizio della causa dei diritti umani, della difesa di chi non vede riconosciuti i diritti elementari, i tribali indiani, gli adivasi, gli intoccabili: da quest’esperienza, di chi non si risparmia e sa affrontare le lotte più difficili, Mahasweta Devi trae un’energia vitale che trasmette a chiunque gli stia intorno, e che si traduce in sorrisi, in sguardi attenti, in curiosità, in voglia e piacere di raccontare. Il presidente della giuria internazionale del Premio Nonino, Ermanno Olmi, nel riconoscerle il titolo di Maestro del nostro tempo le fa una pubblica dichiarazione d’amore, lei si inchina uno per uno davanti al Premio Nobel Naipaul, a Peter Brooks, ad Antonio Damasco, a Claudio Magris, a tutti gli altri giurati che quest’anno hanno voluto farla scoprire a un mondo ben più ampio di chi conosce l’India. Il suo discorso di accettazione del Premio non ha nulla di formale, è insieme un breve racconto di vita e un atto di accusa, contiene tutta la sua forza d’animo e la coscienza di un dovere di lotta. Lei è così, come la sua scrittura: diretta, calma, forte e decisa.

La foto di Mahasweta Devi, come tutte le foto usate nel filmato è di Silvia Pozzi


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