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pubblicato il 1 ottobre 2007

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Intervista
2007, Mantova
Jonathan Coe, nel momento introspettivo

di Cristina Bolzani



Jonathan Coe ha mostrato al Festivaletteratura di Mantova un aspetto inedito del suo talento narrativo, parlando della sua ultima opera, “La pioggia prima che cada”. L’autore della “Famiglia Winshaw” – ironico spaccato corale di vita nell’era thatcheriana – e poi della “Banda dei brocchi” e di “Circolo chiuso”, che raccontano due diversi periodi di storia inglese - rispettivamente gli anni Settanta e i primi anni del 2000 - con il suo ultimo romanzo inaugura una diversa atmosfera, priva del proverbiale humour e più malinconica, anche tragica. Lo scrittore sposta il suo sguardo critico dalla società all’interno delle mura domestiche, alle dinamiche familiari; per smascherarne gli abusi; come quelli della madre, anaffettiva e instabile, della piccola protagonista, Imogen. “Non c'è niente di più potente della posizione di genitore, dove la casa rappresenta il tuo regno e tu sei il dittatore - piuttosto che un rappresentante eletto - e hai sotto il tuo controllo, sotto il tuo dominio queste giovani creature che sono molto vulnerabili e totalmente dipendenti da te per tutti quelli che sono i bisogno materiali”, osserva Coe. E certo non è così rilevante sul piano educativo - sottolinea - se i genitori sono una coppia omossessuale, due donne. Come accade in questo suo romanzo, così introspettivo e 'al femminile'.

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