aggiornato
il 19 aprile 2006
Sandra Cisneros: il Messico nella
pelle
e nel cuore
di Luciano Minerva
“Ma
lei sta leggendo il mio libro!!!” Era gioiosa e stupita
Sandra Cisneros quando, qualche ora prima dell’appuntamento
per l’intervista, mi ha incontrato per caso nella hall
dell’albergo con “Caramelo” in bella vista,
mentre prendevo gli ultimi appunti.
Le ero sembrato il prototipo del lettore e ci siamo messi subito
a parlare. Non ho potuto nascondere il gusto che avevo provato
nel leggere l’intreccio delle sue storie: un romanzo nato
da un piccolo racconto e che pagina dopo pagina ridà i
colori, i sapori, i suoni del Messico: ci ero appena stato e
leggere quelle pagine era come vedere un replay rallentato, e
scoprire da lontano il senso di tante espressioni linguistiche,
delle immagini, degli incontri, del chiacchiericcio diffuso per
le strade.
Il Messico sta nella pelle e nel cuore di Sandra Cisneros, anche
se è nata negli Stati uniti, dove tuttora vive, e la sua
prima lingua è l’americano. La Virgen de Guadalupe,
la Madonna nera che porta su una medaglietta al collo, e il rebozo
(lo scialle intrecciato) che indossa testimoniano il legame alla
simbologia profonda e alle tradizioni del Paese d’origine
della sua famiglia. La preziosa casa cinquecentesca della Beata
Osanna Andreasi, nel centro di Mantova, ha fatto da set ideale
per l’intervista, mettendo Sandra Cisneros a proprio agio
per raccontarsi in modo aperto e divertente (chi direbbe tanto
tranquillamente “Vengo da una famiglia di bugiardi”?).
Ma mancava qualcosa: la lettura. La “sua” lettura
di questa lingua che è il risultato di due lingue, di
due ritmi e modi di pensare, vedere e raccontare il mondo. Ed è da
lì, da questa lettura colorata e recitata che è partita
questa puntata di Incontri.
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